Gaza in fiamme: nuovi scenari di guerra
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Redazione Esteri
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Il conflitto in Medio Oriente, nelle ultime settimane, rischia di giungere a un’escalation ancora più preoccupante. Dal 7 ottobre 2023, il giorno dell’attentato perpetrato da Hamas, le tensioni tra Israele e Libano si sono intensificate sempre di più e già mesi fa si parlava di un possibile nuovo fronte del conflitto, il quale avrebbe interessato il confine tra i due paesi. In Libano, l’attore militare principale è Hezbollah, autodefinitosi il “partito di Dio”, di natura sciita, supportato dall’Iran e da subito dichiaratosi in difesa dell’intero popolo palestinese: finora la risposta israeliana nei confronti dei palestinesi ha provocato quasi 45.000 vittime, ferito quasi 100.000 persone e reso dispersi circa 10.000 individui.
Si è parlato di un “abbandono” dell’Iran da parte di Cina e Russia. Eppure i rapporti tra questi Paesi sono molto stretti: di qui la preoccupazione di una escalation in caso di attacco israeliano-americano. In verità la Russia è legata all’Iran soprattutto per la fornitura di armi che l’Iran invia alla Russia e la Cina è legata all’Iran perché compra l'89% del petrolio ed un danneggiamento degli impianti sarebbe una iattura per l’economia cinese.
Israele non si ferma neanche davanti all'Onu. Conosciamo veramente Israele? No, non è più il paese dei nostri ricordi, quel paese che fino a tempi non lontani era così simile all’Europa da esserne considerato un avamposto in Medio Oriente. L’Israele di oggi, che vive da oltre un anno nel ricordo dell’attacco del 7 ottobre 2023, ha sperato e spera ancora di riuscire a superare quell’incubo, di cui... Adesso Israele deve infuriarsi davvero con l'Iran. Il mondo che dovrebbe essere libero è prigioniero di un'industria di menzogne in cui l'asse del male che semina distruzione, terrore e devastazione viene visto come giusto, e Israele come il problema.




