Appelli sui social per un nuovo assalto a Ceuta a Ferragosto, il governo locale: "Preoccupati"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre l'ondata migratoria che ha travolto l'exclave spagnola nei giorni scorsi sembra essersi temporaneamente placata, una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Secondo quanto riportato dal media online spagnolo OkDiario, su decine di account riconducibili a utenti marocchini starebbe circolando un appello per un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta, fissato per il prossimo 15 agosto. Lo slogan che accompagna questi messaggi, diffusi principalmente tra i giovani, è: "Il 15 agosto 2026, quel giorno tutto avrà un senso".

L'invito è quello di unirsi a gruppi privati su WhatsApp per coordinare l'iniziativa, che richiama le modalità già viste nei giorni precedenti l'assalto del 30 luglio.

La preoccupazione del governo locale e la risposta delle autorità

Le autorità locali non nascondono un certo timore. Il portavoce del governo di Ceuta, Alejandro Ramirez, ha dichiarato di essere "preoccupato" per la diffusione di queste voci. In una conferenza stampa al termine di una riunione del Consiglio di governo, ha ammesso che "dopo quello che è successo, preoccupa che ci siano queste voci sui social", assicurando che l'esecutivo locale ha già segnalato i messaggi alle "autorità competenti, affinché ne tengano conto nel caso in cui possa verificarsi qualcosa di simile".

Le speranze sono che l'appello non si traduca in realtà, ma la macchina della sicurezza si è già messa in moto. Fonti della sicurezza spagnola, citate dall'emittente Antenna 3, avrebbero però definito l'iniziativa "poco credibile", sostenendo che né la Spagna né il Marocco permetterebbero il ripetersi di una situazione come quella della scorsa settimana.

Il tam tam social e il dibattito online

Non si tratta di un fenomeno isolato. Secondo un'inchiesta condotta da El Pais e dalla piattaforma di fact-checking Maldita.es, messaggi simili erano già circolati nei giorni precedenti l'ondata del 30 luglio. In quel caso, l'analisi ha permesso di individuare cinque gruppi Facebook con circa 400.000 membri e nove gruppi WhatsApp con centinaia di partecipanti, che diffondevano informazioni su percorsi, punti di incontro e modalità di attraversamento.

Anche per il 15 agosto gli hashtag come #MigracionAEspana e #ContratodeltrabajoenEspana (Contratto del lavoro in Spagna) stanno contribuendo ad alimentare l'aspettativa, sebbene tra i messaggi circolino anche dubbi e avvertimenti sui rischi del viaggio. L'intensa attività su piattaforme come TikTok e WhatsApp ha spinto le autorità a monitorare costantemente il web per prevenire ulteriori mobilitazioni.

Il bilancio della crisi e le indagini in corso

La crisi migratoria che ha colpito Ceuta alla fine di luglio ha lasciato un segno profondo. La giudice dell'Audiencia Nacional, Maria Tardon, ha aperto un'inchiesta preliminare per verificare se l'ingresso irregolare di almeno 50.000 persone dal Marocco in sole 48 ore sia stato il risultato di "un'azione concertata" da parte di organizzazioni criminali, come ipotizzato da una denuncia del partito Iusticia Europa. Secondo l'esposto, la mobilitazione di massa "non può essere qualificata come un fenomeno migratorio ordinario o spontaneo".

L'inchiesta, affidata all'Unità centrale immigrazione e frontiere (Ucrif) della polizia nazionale, dovrà fare luce sul ruolo delle autorità marocchine e sulla presunta "tolleranza consapevole" che avrebbe favorito l'esodo. La cifra ufficiale dei morti è salita a 72, mentre il governo di Ceuta stima che tra i 3.000 e i 5.000 migranti siano ancora presenti in città, rifugiati in zone montuose e insediamenti improvvisati, in attesa di un destino ancora incerto.

La posizione dell'Unione Europea e le reazioni politiche

La crisi di Ceuta ha acceso un dibattito acceso a livello europeo. Il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner, ha definito l'emergenza "una prova per la sicurezza delle frontiere dell'Unione europea" che, a suo avviso, è stata "ampiamente superata", sottolineando come nessun migrante proveniente da Ceuta sia entrato nell'area Schengen. Nonostante le rassicurazioni, la tensione politica resta alta. Durante una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno, la frattura tra Spagna e Italia non è stata ricucita.

L'Italia ha infatti disposto una sospensione temporanea della libera circolazione Schengen con la Spagna, una mossa che Brunner ha compreso, giustificandola con la preoccupazione dei cittadini europei. Nel frattempo, la Commissione Europea ha già annunciato un pacchetto di misure per rafforzare le frontiere, accelerare i rimpatri e contrastare le reti di trafficanti, con un occhio di riguardo anche alla disinformazione diffusa sui social media.

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