Il guardaroba di Elisabetta: quando il potere è addosso

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A Londra, dietro il vetro silenzioso di una teca, un cappotto dal colore acceso continua a svolgere la sua funzione primaria: rendere visibile chi lo indossava. Non c’è più il Corpo di Elisabetta II ad attraversare la folla, eppure resta intatta l’intenzione che lo ha generato, quella precisa volontà di farsi riconoscere a distanza senza bisogno di scettri o di corone. È da questa persistenza – quasi una strategia tessuta nei fili di lana e seta – che prende forma alla King’s Gallery di Buckingham Palace la mostra dedicata al guardaroba della sovrana, a cento anni dalla nascita. L’esposizione, intitolata “Queen Elizabeth II: Her Life in Style”, arriva a pochi giorni da quello che sarebbe stato il suo compleanno, il 21 aprile, e si inserisce in un più ampio programma di eventi voluti da re Carlo III per celebrare la madre. L’8 settembre 2022 la regina si è spenta a 96 anni, al settantesimo anno di regno; la sua assenza, tuttavia, non ha fermato il ricordo, né tantomeno la macchina cerimoniale della famiglia reale britannica, che ha voluto trasformare un vuoto in un racconto pubblico fatto di abiti, cappelli e spille.

L’abito da sposa e il potere della seta

Il pezzo forte della rassegna è inevitabilmente l’abito da sposa realizzato da Norman Hartnell per le nozze reali del 1947, un manufatto di perla e argento che ancora oggi incarna la rinascita postbellica di un paese stremato. Ma la mostra, come hanno sottolineato i curatori della King’s Gallery, è molto, molto di più: si tratta di un’esposizione unica nel suo genere, pensata per attraversare quasi un secolo di vita reale attraverso i tessuti, i tagli e i colori che hanno accompagnato Elisabetta dai suoi primi passi pubblici fino agli ultimi anni. Ci sono gli abiti da cerimonia, quelli da viaggio, i completi pastello indossati durante i tour nel Commonwealth, e poi gli stilisti, i designer e i fornitori – da Hardy Amies a Ian Thomas – che hanno lavorato a stretto contatto con lei per decenni. Nessun dettaglio è lasciato al caso, perché ogni capo racconta un momento preciso: un’apertura del Parlamento, una visita di stato, un’apparizione sul balcone di Buckingham Palace.

Cento anni, un giuramento, una mostra

Era il 1947 quando la principessa Elisabetta, nel giorno del suo ventunesimo compleanno, pronunciò in diretta radio da Città del Capo il suo primo discorso alla nazione. Si impegnò, in quell’occasione, a dedicare la sua intera vita – breve o lunga che fosse – “al servizio della grande famiglia imperiale alla quale tutti apparteniamo”. Un giuramento solenne al quale rimase fedele dalla data dell’ascesa al trono nel 1952 fino alla fine dei suoi giorni, diventando la sovrana più longeva nella storia del Regno Unito. La mostra alla King’s Gallery, che apre al pubblico il 20 aprile alla presenza di Carlo III e della regina Camilla, non è solo una vetrina di bellezza sartoriale: è il documento materiale di quella fedeltà. Ogni cappotto, ogni abito da giorno, ogni spilla di perle racconta un’ora di lavoro, una scelta cromatica studiata per non scomparire dietro un bouquet o un fondale floreale.

Il memoriale al British Museum e il giardino nel cuore di Londra

Oltre all’esposizione sulla moda, le celebrazioni per il centenario includono altre tappe. È stato allestito un memoriale al British Museum – un omaggio più intimo e riflessivo – mentre nel cuore di Londra verrà aperto un nuovo giardino pubblico dedicato alla sua memoria. Tre iniziative diverse, accomunate da un’unica ossessione: non lasciare che il tempo cancelli l’immagine di una donna che ha fatto della visibilità il suo strumento di governo. Perché se è vero, come si dice, che l’abito non fa il monaco, nel caso di Elisabetta II l’abito faceva la regina: la rendeva presente dove il non poteva arrivare, la trasformava in un’icona immediatamente riconoscibile anche al di là del rispetto o dell’affetto. E oggi, davanti a quelle teche, il visitatore non guarda semplicemente dei vecchi vestiti. Guarda l’ossatura di un potere che sapeva esattamente come vestirsi.

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