Stellantis ad Atessa: solidarietà fino a luglio 2026, ma da febbraio si riparte con 820 furgoni al giorno
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Redazione Economia
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Lo stabilimento Stellantis di Atessa, il più grande polo europeo per i veicoli commerciali leggeri, disegna un percorso a doppio binario per i prossimi diciotto mesi, unendo la necessaria protezione del lavoro alla ripresa dei volumi produttivi. La direzione aziendale, nel corso di un confronto con le rappresentanze sindacali, ha infatti formalizzato la proroga dei contratti di solidarietà, il cui termine era fissato al 31 dicembre 2025, estendendone la validità fino al 31 luglio 2026. Tale misura, che rappresenta un ammortizzatore fondamentale per una parte del personale, vedrà però una riduzione della platea interessata: il numero dei lavoratori coinvolti, infatti, scenderà dall’attuale 41% a circa il 35% del totale, segnando un primo, graduale passo verso la normalizzazione.
Il ritmo produttivo accelera con il terzo turno
La novità più sostanziale, quella che dà concretezza alla prospettiva di una stabilizzazione, riguarda però i numeri della produzione. A partire dal prossimo febbraio, la linea di assemblaggio riprenderà a pieno regime, reintroducendo il terzo turno che consentirà di portare la produzione giornaliera dagli attuali 640 a 820 furgoni. Questo incremento, deciso in base alle previsioni di mercato e agli ordini della rete, costituisce il segnale operativo più tangibile di una fase di ripresa, destinata a riverberarsi positivamente sull’intera organizzazione dello stabilimento e sulla sua filiera.
Una transizione gestita tra sostegno e ripartenza
La scelta aziendale, dunque, delinea una fase di transizione attenta e calibrata, dove la proroga degli strumenti di sostegno al reddito non viene letta come una semplice stasi, bensì come il contraltare di una ripresa che necessita di tempo per consolidarsi. Mentre da un lato si protegge una fetta ancora significativa di lavoratori, dall’altro si investe sul ritmo produttivo, tentando di conciliare le esigenze di flessibilità dettate dal mercato globale con la stabilità occupazionale che un sito industriale di tali dimensioni rappresenta per il territorio abruzzese.
Il contesto di un settore in evoluzione
Questa decisione si inserisce in un panorama industriale complesso, caratterizzato da una trasformazione tecnologica senza precedenti e da scelte strategiche che devono tenere conto delle direttive comunitarie e della concorrenza internazionale. Lo stabilimento di Atessa, che vanta una storia pluridecennale nella produzione di furgoni, si trova a dover navigare in acque dove la transizione elettrica e le nuove mobilità richiedono ingenti investimenti e una ridefinizione delle prospettive a lungo termine, un processo nel quale il mantenimento della capacità produttiva e delle competenze si conferma elemento cardine.




