La "polizia dei lettini" a Tenerife e la guerra degli asciugamani che infiamma le vacanze estive

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La cosiddetta "guerra dei lettini", ormai un fenomeno ricorrente nelle località turistiche del Mediterraneo, ha assunto quest'anno toni sempre più surreali, spingendo le strutture ricettive a escogitare soluzioni drastiche per arginare la pratica – diffusissima – di occupare le sdraio con asciugamani e oggetti personali pur in assenza dei vacanzieri. L'ultimo episodio in ordine di tempo arriva da Tenerife, dove un hotel a quattro stelle di Playa de las América ha letteralmente assunto una guardia di sicurezza per vigilare sull'accesso alla piscina.

La decisione, ripresa da un video diventato virale, arriva dopo settimane di tensioni crescenti e rappresenta l'ennesimo tentativo di porre un freno a una consuetudine che, come testimoniano le cronache, rischia di trasformare il momento del relax in un'autentica prova di resistenza fisica e nervosa.

Fila alle 7.30 e apertura alle 8: la nuova frontiera del turismo da competizione

La turista britannica Hope Davies, autrice del video che ha scatenato il dibattito, ha documentato la scena quasi surreale che si ripete ogni mattina nel complesso alberghiero: fin dalle prime luci dell'alba, precisamente dalle 7.30, una quarantina di ospiti si mette ordinatamente in fila per accaparrarsi il posto migliore. La piscina, in effetti, apre ufficialmente solo alle 8.00, e il personale della sicurezza, con tanto di divisa, tiene a bada la folla in attesa.

"Mi sono svegliato presto, quindi ho visto formarsi la coda dalle 7:30", ha spiegato Davies al tabloid The Sun, raccontando di un vero e proprio esodo mattutino. Non si tratta, peraltro, di un caso isolato: poche settimane prima, un'altra turista britannica era già diventata virale – totalizzando oltre due milioni di visualizzazioni su TikTok – per aver rimosso gli asciugamani lasciati sui lettini vuoti del Mediterranean Palace Hotel, sempre a Tenerife.

La donna, stanca di vedere gli stessi ospiti occupare le postazioni migliori all'alba per poi sparire per ore, aveva deciso di agire di propria iniziativa, scatenando un dibattito feroce sulla legittimità e l'efficacia di queste "autopunizioni" da parte degli stessi vacanzieri, che spesso si trasformano in esecutori di una giustizia sommaria a bordo piscina.

La sentenza tedesca che ha fatto giurisprudenza: un risarcimento da quasi mille euro

Se i social network sono il palcoscenico su cui si consumano le liti quotidiane, i tribunali hanno cominciato a fare da arbitri della contesa, e il caso di un turista tedesco in vacanza a Kos, in Grecia, ha stabilito un precedente destinato a far discutere. L'uomo, che aveva speso oltre 7mila euro per un resort a cinque stelle per sé, la moglie e i due figli, si è trovato ogni giorno a fronteggiare la stessa, frustrante scena: lettini occupati da asciugamani fin dall'alba ma lasciati vuoti per ore.

Alzandosi alle 6 del mattino senza mai riuscire a trovare un posto, con i bambini costretti a sdraiarsi per terra pur di stare vicino alla piscina, l'uomo ha deciso di agire per vie legali una volta rientrato in Germania.

Il tribunale distrettuale di Hannover gli ha dato ragione, riconoscendo un rimborso di quasi mille euro – 986,70 per l'esattezza – e definendo la vacanza "difettosa". Il giudice ha stabilito che, sebbene il tour operator non gestisca direttamente l'hotel, ha comunque l'obbligo di assicurarsi che esista un rapporto "ragionevole" tra il numero di lettini e gli ospiti, e che la società non può esimersi dal vigilare sul rispetto delle regole che vietano la prenotazione abusiva.

La sentenza, accolta con interesse da molti operatori, rischia di mettere in seria difficoltà i resort che non adottano politiche incisive di gestione degli spazi comuni.

L'addetto alla piscina di Rodi diventa un eroe social: la guerra degli asciugamani è ormai globale

Il fenomeno, come prevedibile, non conosce confini geografici. A Rodi, un addetto alla piscina è diventato una piccola celebrità del web – con video che hanno superato le 500mila visualizzazioni – per essersi messo a rimuovere sistematicamente asciugamani, cappelli e borse lasciati sui lettini senza che nessuno fosse seduto. La scena, ripresa da una turista britannica, ha scatenato applausi a scena aperta ma anche qualche protesta, come quella di un'ospite che, trovando i propri effetti personali spostati, ha provato a discutere con lo staff.

La struttura, dal canto suo, ha ribadito il concetto fondamentale: la prenotazione dei lettini semplicemente non è ammessa. Sempre in Grecia, ma a Zante, il personale degli hotel ha adottato strategie simili, mentre a Tenerife, come si diceva, si è arrivati a ingaggiare una vera e propria guardia giurata, quasi a sottolineare la tensione ormai insopportabile che ha sostituito il clima di vacanza.

Regole, multe e sistemi digitali: la risposta degli hotel alla "guerra dei lettini"

La crescente pressione sociale e le possibili ripercussioni legali stanno spingendo molte strutture a dotarsi di regolamenti sempre più ferrei: la regola dei trenta o quarantacinque minuti, oltre i quali gli oggetti personali vengono rimossi e depositati nell'ufficio oggetti smarriti, è ormai una prassi consolidata in molti hotel, da Ibiza a Cipro.

Alcuni resort, per evitare la competizione al tavolo, hanno introdotto sistemi di prenotazione digitale dei lettini o, come nel caso di alcuni complessi di lusso a Cannes, danno priorità agli ospiti in base all'ordine di arrivo o a un criterio di turnazione che permette, in alcuni casi, di utilizzare la stessa sdraio più volte al giorno.

In alcune zone della Spagna, i turisti sono stati minacciati di multe fino a 250 euro per chi occupa un lettino troppo a lungo, un segnale che le istituzioni locali stanno iniziando a considerare il problema non più come una semplice scortesia tra vacanzieri, ma come una questione di ordine pubblico e di tutela del consumatore.

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