Beatrice Borromeo, lo stile “denim on denim” che ha conquistato il grido del paddock
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un certo modo di abitare la luce, specialmente quando il sole si specchia sulle tavole del circuito di Montecarlo, e Beatrice Borromeo, lo si è visto domenica scorsa in occasione del Gran Premio Storico, ne possiede il codice segreto. Accanto a Pierre Casiraghi, che con lei forma ormai una delle architetture affettive più solide del jet set internazionale, la giornalista e imprenditrice ha offerto una lezione di stile che i tabloid di moda hanno subito ribattezzato “rilassata ma blindata”. Ha sfoggiato una camicia in denim firmata Ralph Lauren – sì, proprio quella dalla cuciture perfette che nessuno oserebbe definire semplicemente una “camicia di jeans” – abbinata a pantaloni bianchi a vita alta, con una lunghezza che si ferma appena sopra le caviglie. Il risultato? Una silhouette luminosa, quasi metafisica nella sua lineare pulizia, spezzata soltanto da una cintura in pelle marrone che definisce il punto vita con una discrezione quasi austera.
L’armonia cromatica degli accessori e il dettaglio delle ballerine in rafia
Se l’occhio corre subito al contrasto tra il blu del denim e il bianco dei jeans, sono gli accessori a raccontare la vera sofisticatezza del messaggio. Un foulard annodato tra i capelli – di cui non si conosce la maison, ma poco importa – introduce una nota artigianale che spezza l’eventuale rigidità formale. Le ballerine in rafia, poi, hanno quella qualità rara di far sembrare il lusso una conseguenza naturale, e non un proposito. Seguono una logica cromatica che non ammette sbavature: il marrone della cintura richiama le calzature, il bianco dei pantaloni si prolunga nell’acconciatura raccolta, la camicia resta l’unico elemento di contrasto deciso. Nessun eccesso, nessuna borsa ingombrante, nessun gioiello gridato. La coppia, va detto, si è mostrata perlopiù a distanza dai flash più insistenti, con qualche rara eccezione: i fotografi li hanno immortalati mentre tenevano per mano i figli Stefano e Francesco, entrambi con i tappi alle orecchie per il frastuono dei bolidi storici. La piccola Bianca, nata lo scorso ottobre, non c’era – troppo piccola per sopportare quel rombo che per i grandi è musica ma per un neonato resta un’aggressione.
Bradley Cooper, la rapina e l’equivoco del paddock
Un altro volto hollywoodiano, certo non meno chiacchierato, vagava quello stesso weekend tra le tribune e i salotti del Grimaldi Forum: Bradley Cooper. L’attore, candidato dodici volte all’Oscar senza mai averlo vinto – particolare che qualcuno, nei circoli di Los Angeles, ha cominciato a considerare una sorta di record paradossale – è stato avvistato in compagnia di Pierre Casiraghi in atteggiamenti che molti hanno subito letto come confidenza tra amici. La ragione però, contrariamente alle prime ipotesi dei cronisti mondani, non era l’amore per le auto d’epoca. Cooper si trovava nel sud della Francia per tutt’altra vicenda, legata a un episodio di cronaca nera che ha poco dello scintillio dei motori. Si tratterebbe di una rapina avvenuta nei pressi di Montecarlo, sebbene i dettagli giudiziari restino ancora sotto la scorta del segreto istruttorio. Quel che trapela è che l’attore avrebbe avuto un ruolo marginale, forse inconsapevole, nella vicenda – nulla di direttamente penale a suo carico – ma sufficiente a richiedere un colloquio con le autorità monegasche. Così Bradley Cooper e Pierre Casiraghi, quella “strana coppia” che nessuno si aspettava di vedere insieme, hanno offerto al gossip un paradosso: due uomini di due mondi lontani, riuniti non dal glamour ma da una deposizione.
L’incidente dei pantaloni, l’affiatamento che non si discute
Impossibile, parlando di Beatrice e Pierre, non citare il cosiddetto “incidente dei pantaloni” che i social hanno rapidamente trasformato in un meme benevolo. Durante una sosta tra una gara e l’altra, mentre la Borromeo sistemava il foulard – quello, appunto – un bambino del seguito ha rovesciato un cono di gelato sulla gamba del suo denim. Niente drammi: Pierre si è chinato, ha pulito con una salvietta umida che lei tirava fuori da una tasca laterale, e il gesto, fotografato di sguincio, è diventato l’immagine dell’amore coniugale nella sua forma più pratica. Nessuna dichiarazione, nessuno slancio plateale. Solo due che si coordinano senza parlarsi, come chi ha già provato ogni scena di questo copione familiare. I figli, intanto, giocavano a pochi passi, protetti da una delle nutrici. L’affiatamento della coppia, del resto, è materia ormai archiviata: non serve più raccontarlo, lo si dà per scontato, come la pioggia che bagna le rocce della Costa Azzurra a maggio.




