Mv Agusta e Abt firmano una brutale esclusiva: solo 130 esemplari
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La casa di Schiranna, da sempre abituata a muoversi sul crinale sottile che separa l’ingegneria dalla più pura “Motorcycle Art”, ha scelto ancora una volta la via dell’esclusività assoluta. Lo ha fatto stringendo una collaborazione inedita con i tedeschi di Abt Sportsline, preparatore che ha scritto pagine indelebili nel tuning di alto livello legato al gruppo Audi-Vw, il cui risultato più eclatante – almeno per il momento – si chiama Brutale 1000 Abt. È una hypernaked che, se già la denominazione evoca atmosfere da pista, nel dettaglio tecnico rivela una natura ancora più cattiva di quanto lasci intendere il nome. Questa nuova arrivata, va detto subito, non è una moto per tutti: verranno assemblati in totale, e il dato è certamente voluto, soltanto 130 esemplari numerati. Una tiratura, quest’ultima, che non lascia spazio a interpretazioni di mercato, ma che celebra invece il centotrentesimo anniversario dalla fondazione dell’azienda tedesca.
L’incontro tra due culture e una potenza da 208 cavalli
A spingere questa creatura dalla doppia anima (italiana nel disegno, tedesca nella filosofia dell’estremizzazione) ci pensa il solido quattro cilindri in linea da 998 centimetri cubici, omologato Euro 5+ e già collaudato in altre varianti ad alte prestazioni. E se nella configurazione standard il propulsore eroga già 201 cavalli a 13.500 giri, la dotazione prevede un racing kit di serie – comprensivo di scarico Arrow in titanio e centralina dedicata – che permette di raggiungere quota 208 cavalli a 14.000 giri, accompagnati da una coppia massima di 116 Nm. L’obiettivo, in questo caso, non era soltanto aumentare la potenza bruta: i tecnici sono intervenuti anche su alberi a camme, rapporti del cambio e sulla sensibilità dell’acceleratore ride-by-wire, per rendere la risposta del motore ancora più pronta in fase di riaccelerazione.
Estetica carbonio e aerodinamica da superbike
La cura per i dettagli si legge anche nelle scelte stilistiche, dove la fibra di carbonio gioca un ruolo da protagonista. Non meno di diciannove componenti, tra cui il parafango anteriore, i condotti dell’aria, il pannello sottosella e alcune coperture del motore, sono stati realizzati in questo materiale leggero; ma il vero pezzo di design, quello che cattura subito l’occhio, è il copricerchio posteriore in carbonio. Ispirato alle soluzioni aerodinamiche dei supercar, questo elemento (che funge anche da richiamo estetico alle ruote turbofan delle competizioni) serve a ridurre le turbolenze attorno alla ruota, migliorando la stabilità alle velocità elevate. Per non parlare della verniciatura, che alterna il Nero Carbonio Metallizzato al Rosso Fuoco, con decalcomanie applicate ad acqua e sigillate sotto trasparente.
Il pacchetto ciclistica e l’anima da collezione
La ciclistica, ovviamente, non è da meno. Sospensioni Öhlins a controllo elettronico (una forcella Nix Ec da 43 mm all’avantreno e un monoammortizzatore Ec Ttx al posteriore), pinze freno monoblocco Brembo Stylema – dipinte in nero con dettagli rossi – e cerchi forgiati, il tutto per un peso in ordine di marcia che sfiora i 203 kg. La sella, rivestita in Alcantara con un motivo a nido d’ape, completa il quadro di una moto pensata per non passare inosservata, ma anche per garantire un feeling da gara su strada. Certo, il prezzo è da collezione: 40.990 euro in Italia, ma per un pezzo che unisce la meccanica italiana alla precisione tedesca, la tiratura ridicola e un racing kit da veri adepti, c’è da scommettere che quei 130 esemplari, in programma per il quarto trimestre del 2026, troveranno presto un proprietario.




