Allarme Ebola a Cagliari, test in corso per un caso sospetto: il paziente è in isolamento al Santissima Trinità

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di oggi, quando un’area centrale di via Manno, a Cagliari, è stata transennata per permettere l’intervento degli specialisti del 118 e dei vigili del fuoco, questi ultimi intervenuti con un mezzo del nucleo NBCR (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico) per fronteggiare l’emergenza.

A finire nel mirino dei protocolli di sicurezza, che in Italia vengono attivati solo in presenza di rischi concreti legati a patologie ad alta contagiosità, è stato un cittadino congolese residente nel capoluogo sardo: l’uomo, rientrato da pochi giorni da Kinshasa, ha iniziato a manifestare febbre alta e altri sintomi compatibili con il virus Ebola, spingendo i sanitari a isolarlo immediatamente presso l’ospedale Santissima Trinità, dove ora si trova ricoverato in attesa degli esiti dei test.

Il rientro dal Congo e il viaggio attraverso l’Europa

Secondo quanto ricostruito dalla Asl, l’indagine epidemiologica ha tracciato i movimenti del paziente: partito inizialmente da Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo dove da settimane è in corso una grave epidemia di Ebola, l’uomo ha fatto scalo al Cairo prima di atterrare a Fiumicino. Risultando formalmente proveniente dall’Egitto – e non direttamente da una zona ad alta endemia, dato che lo scalo intermedio ne ha di fatto mascherato l’origine reale – ha superato i controlli aeroportuali standard senza particolari intoppi.

Solo una volta arrivato a Cagliari, però, la situazione è degenerata: la febbre alta lo ha costretto a contattare il 118, che a sua volta ha diramato l’allarme coinvolgendo la Croce Rossa Italiana e le forze dell’ordine per la gestione della quarantena.

Cosa sappiamo del virus e dei rischi attuali

La malattia da virus Ebola, che per chi non lo sapesse è una patologia rara ma estremamente grave appartenente alla famiglia dei filovirus, viene trasmessa per contatto diretto con i fluidi corporei e presenta un tasso di mortalità che, a seconda delle epidemie passate, ha oscillato in modo drammatico tra il 25% e il 90%.

Nel caso specifico, il sospetto non è considerato allarmante dagli addetti ai lavori: l’uomo, durante la sua permanenza a Kinshasa, non si era mai spostato verso le province orientali come l’Ituri, dove si concentra l’attuale focolaio epidemico; inoltre, il fatto che abbia preso un volo commerciale sedendosi tra altri passeggeri senza particolari accorgimenti riduce ulteriormente la probabilità che si tratti di un vero caso di Ebola, dato che i malati conclamati sono solitamente già debilitati al punto da non poter viaggiare.

La procedura giudiziaria e sanitaria: campioni a Roma

Nonostante il rischio considerato basso, le autorità non hanno voluto lasciare nulla al caso. Il personale sanitario, dotato di tute asettiche e mascherine filtranti, ha prelevato il paziente nella sua abitazione per trasferirlo nel reparto di malattie infettive, dove è scattato l’isolamento stretto. I campioni biologici sono stati immediatamente raccolti e, grazie a un volo messo a disposizione dall’Aeronautica militare, verranno esaminati all’Istituto Spallanzani di Roma, il centro di riferimento nazionale per le malattie infettive ad alta patogenicità.

Dal ministero della Salute, che ha seguito l’evoluzione in tempo reale, fanno sapere che i risultati sono attesi per domani, lunedì 1° giugno, e che “il rischio resta molto basso in Italia”. Nelle prossime ore, sarà decisivo stabilire se i sintomi – al momento riconducibili anche a comuni virosi tropicali – siano effettivamente causati dal ceppo virale in circolazione in Africa orientale, quello che ha già costretto le agenzie umanitarie a mobilitare risorse ingenti per arginare il contagio.

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