Grecia, stop al traffico aereo per un blackout delle comunicazioni radio
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Redazione Esteri
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Il caos ha regnato per ore nello spazio aereo della Grecia, dove un guasto tecnico generalizzato ai sistemi di radiofrequenza ha imposto la sospensione di tutti i voli in partenza e in arrivo, paralizzando gli aeroporti nazionali e generando ripercussioni a catena sui collegamenti internazionali. L'incidente, che ha coinvolto la Regione informazioni volo di Atene, ha di fatto reso impossibile il dialogo tra i controllori del traffico aereo e i velivoli, costringendo le autorità a chiudere temporaneamente gli spazi di competenza dei centri di Atene e Macedonia. Alcuni di essi, quelli già in volo, hanno proseguito il loro percorso affidandosi a procedure di emergenza e ad atterraggi manuali, mentre il sistema, nel suo complesso, andava in tilt, lasciando a terra passeggeri e aerei in attesa di chiarimenti.
Il domino dei disagi sui voli internazionali
L'impatto del blackout tecnico greco non si è limitato ai confini nazionali, ma ha rapidamente assunto i contorni di un problema europeo, costringendo numerosi voli in transito verso altre destinazioni a rivedere radicalmente i piani di volo. Diversi aerei, infatti, che avevano la necessità di sorvolare quella porzione di spazio aereo chiusa alle comunicazioni, si sono trovati nella difficile posizione di dover scegliere se rientrare ai propri aeroporti di partenza o dirigersi verso scali alternativi per un atterraggio di emergenza, spesso dettato anche dalla necessità di effettuare rifornimento. Tra le compagnie italiane coinvolte, Neos e Albastar hanno visto alcuni dei loro voli fare marcia indietro, dirottando verso destinazioni non previste; uno, partito da Milano diretto a Sharm el Sheikh, è atterrato a Istanbul, mentre un altro, in rotta da Bologna, ha fatto ritorno alla base.
L'ordinaria emergenza dei passeggeri bloccati
Sul terreno, soprattutto negli aeroporti di destinazione originaria, la situazione si è trasformata in un lungo stallo fatto di attese snervanti e informazioni contraddittorie. Come a Sharm el Sheikh, in Egitto, dove un numero considerevole di turisti, tra cui molti provenienti dalla provincia di Varese, si è trovato bloccato per ore in condizioni sempre più difficili, percependo un senso di abbandono da parte delle compagnie aeree. L'impossibilità di decollare, determinata dal guasto occorso a migliaia di chilometri di distanza, ha creato code interminabili ai banchi, saturato le sale d'attesa e generato un comprensibile stato di frustrazione, con persone lasciate senza risposte certe sull'evolversi della situazione e sui tempi di ripristino della normalità.
Il graduale ritorno alla normalità
Solamente nel primo pomeriggio il problema tecnico, dopo le necessarie operazioni di manutenzione e verifica, è stato gradualmente risolto, permettendo una lenta ripresa del traffico aereo nazionale e internazionale. La riapertura dello spazio aereo, comunque, non è bastata a cancellare i pesanti ritardi accumulati nella mattinata, con un'intera giornata di voli sconvolta dalla sospensione e da una riorganizzazione complessa degli slot di decollo e atterraggio. Restano aperti, e destinati a essere oggetto di indagini tecniche approfondite, alcuni interrogativi sulle cause precise dell'evento, che ha messo in luce la fragilità di un sistema vitale per i collegamenti continentali quando viene a mancare un suo elemento cardine come la comunicazione radio.




