Zelensky: “Trump ha dato il via libera alle licenze per i Patriot”. Mosca: “Monitoriamo”. Attacco su Kiev, 7 morti
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Redazione Esteri
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Un ragazzo di quattordici anni è morto e altre sette persone sono rimaste ferite in un attacco con droni russi contro un edificio residenziale nel quartiere Pecherskyi di Kiev. Il drone ha colpito un palazzo di sedici piani tra il decimo e l'undicesimo piano intorno alle otto di venerdì mattina. Volodymyr Zelensky ha commentato l'accaduto definendolo «un attacco assolutamente brutale e ripugnante, privo di qualsiasi logica militare», e ha espresso le sue condoglianze alla famiglia della vittima.
L'incendio scoppiato sul luogo dell'impatto è stato domato e i soccorritori hanno continuato a gestire la situazione per ore.
Le licenze per i missili Patriot
Sempre nella giornata di venerdì, il presidente ucraino ha annunciato che Donald Trump avrebbe sciolto la riserva sulla licenza per la produzione dei missili intercettori Patriot. «Nel nostro ultimo incontro il presidente Trump mi ha confermato che aveva preso una decisione definitiva: l'Ucraina riceverà le licenze per la produzione di missili Patriot», ha dichiarato Zelensky in un messaggio rivolto ai giornalisti dopo il bilaterale con il presidente americano a New York.
Il condizionale resta d'obbligo, però, in attesa di un riscontro ufficiale dalla Casa Bianca, soprattutto perché già in luglio Trump aveva promesso il via libera salvo poi fare marcia indietro due settimane più tardi, dichiarando che gli Stati Uniti dovevano essere «estremamente cauti» prima di autorizzare un simile passaggio.
La road map in tre punti
Gli incontri bilaterali a margine dell'Assemblea generale dell'Onu hanno portato Trump e Zelensky a concordare una road map in tre punti per cercare di mettere fine al conflitto. Il primo passo prevede un cessate il fuoco reciproco sugli attacchi alle infrastrutture energetiche: l'Ucraina si è detta pronta a sospendere i colpi contro raffinerie e impianti russi a condizione che Mosca faccia altrettanto con la rete elettrica ucraina. Il secondo punto riguarda la riapertura del corridoio del grano nel Mar Nero, per il quale Egitto, India e Turchia hanno già presentato opzioni di protezione.
Il terzo, e più complesso, è la ripresa dei negoziati in formato trilaterale Usa-Russia-Ucraina, con Abu Dhabi indicata come possibile sede. «Siamo aperti a qualsiasi Paese, e in qualsiasi formato», ha detto il leader ucraino, precisando che Kiev preferirebbe un incontro tra i leader e che il vertice del G20 di dicembre a Miami potrebbe rappresentare un'ulteriore opportunità.
La reazione di Mosca
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha accolto le dichiarazioni di Zelensky con diffidenza. Il presidente ucraino «recentemente sta dicendo molte cose», ha commentato Peskov, sottolineando però che la Russia «sta monitorando molto da vicino quali Paesi stanno fornendo quali licenze».
Da parte sua, il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha incontrato l'omologo russo Sergej Lavrov, ha confermato che «sia la Russia sia l'Ucraina vogliono tregua del grano e dell'energia», precisando che per Mosca l'energia significa raffinerie e gas, mentre per Kiev sono le reti elettriche. «Si tratta di due cose diverse. Una tregua energetica è difficile, ma proveremo», ha aggiunto Rubio.
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