Amazon e Google puntano sui piccoli reattori nucleari
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Amazon, il colosso statunitense dell'e-commerce, ha recentemente firmato tre accordi per supportare lo sviluppo di progetti di energia nucleare, tra cui la costruzione di nuovi reattori modulari di piccole dimensioni (SMR). Questi reattori, caratterizzati da un ingombro fisico ridotto, possono essere costruiti più vicino alla rete, facilitando così la distribuzione dell'energia prodotta. Parallelamente, anche Google ha deciso di investire nel nucleare, ordinando la costruzione di sei mini reattori per alimentare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Gli SMR rappresentano una tecnologia avanzata nel campo dell'energia nucleare, offrendo vantaggi significativi in termini di sicurezza e flessibilità. La loro capacità di essere installati in prossimità delle aree di consumo energetico li rende particolarmente adatti per supportare la transizione ecologica. Inoltre, la modularità di questi reattori consente una costruzione più rapida e meno costosa rispetto ai reattori tradizionali.
Il governo italiano, seguendo l'esempio dei giganti del web, sta valutando l'integrazione degli SMR nel proprio mix energetico. Il Ministro Pichetto Fratin ha espresso interesse per queste tecnologie, ritenendole una soluzione promettente per il futuro energetico del Paese. Recentemente, queste tecnologie hanno ricevuto un endorsement significativo da parte di Google, che ha scelto di collaborare con la start-up Kairos Power per la fornitura di energia nucleare.
L'accordo tra Google e Kairos Power prevede l'inizio delle forniture nel 2030, con un incremento progressivo fino al 2035. Questa scelta riflette la crescente consapevolezza dell'importanza di fonti energetiche sostenibili per supportare lo sviluppo tecnologico.




