Addio ad Adriana Asti, l’attrice che ha fatto del palcoscenico la sua vita
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Adriana Asti, una delle figure più intense e poliedriche del teatro e del cinema italiano, si è spenta a Roma nella notte del 31 luglio 2025, all’età di 94 anni. Nata a Milano il 30 aprile 1931 come Adelaide Este – nome che poi abbandonò per quello d’arte – aveva fatto della recitazione non solo una professione, ma una ragione di vita. La sua carriera, iniziata accanto a maestri come Giorgio Strehler e Luchino Visconti, l’aveva portata a diventare un punto di riferimento per il teatro d’autore, mentre al cinema, pur con ruoli spesso secondari, aveva lasciato un’impronta indelebile.
La sua morte, avvenuta senza sofferenza nella clinica Villa Salaria dove era ricoverata da pochi giorni, ha riportato alla memoria una carriera lunga e variegata. Strehler la volle nel suo Piccolo Teatro, Visconti la diresse in Rocco e i suoi fratelli (1960), e Pier Paolo Pasolini la inserì in Il Vangelo secondo Matteo (1964). Se sul palcoscenico era una presenza magnetica, capace di dominare la scena con la sua voce e i suoi gesti calibrati, sul grande schermo sapeva essere altrettanto incisiva, anche in parti minori.
Nonostante la sua riluttanza iniziale a intraprendere la carriera d’attrice – confessò più volte di essersi avvicinata al teatro quasi per caso –, Adriana Asti divenne un’interprete amata e rispettata, capace di stregare persino critici come Susan Sontag, che la definì «un’artista di rara profondità». La Biennale di Venezia, nel ricordarla, l’ha descritta come «un’interprete sensibile e originale che ha segnato oltre mezzo secolo di storia artistica».




