Fabregas, l'allenatore che non guarda la classifica e indica le sue perle

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cesc Fàbregas, dopo la netta vittoria del suo Como sul campo del Pisa, ha concesso una serie di dichiarazioni che, più che un semplice commento al match, delineano una filosofia precisa di lavoro e di lettura del campionato. "Vi giuro che non la guardo mai", ha affermato il tecnico spagnolo riferendosi alla classifica, dichiarazione che suona come un monito a mantenere la concentrazione sul processo quotidiano piuttosto che sugli obiettivi a lungo termine, i quali – secondo la sua visione – arriveranno come naturale conseguenza se il lavoro sarà ben fatto. Un approccio metodico, il suo, che rifugge dalle distrazioni e che ha trovato piena conferma nella prestazione della squadra all'Arena Garibaldi.

Il racconto tattico di una vittoria netta

La partita, terminata con un eloquente 0-3 per i lariani, ha seguito un copione che Fàbregas ha saputo gestire con tempismo. Per un'ora, come spesso accaduto al Pisa in questa stagione, la squadra di casa ha tenuto il campo con generosità, senza però riuscire a essere risolutiva in zona gol, un limite che ne ha segnato il percorso e che la condanna all'ultimo posto. Il Como, dal canto suo, ha saputo resistere a questa fase iniziale per poi esprimere, nell'ultima mezz'ora di gioco, una superiorità tecnica tanto evidente quanto decisiva. A sbloccare il risultato è stato Perrone, al 23esimo minuto del secondo tempo, con un preciso tiro dal limite che ha aperto la strada al successo finale.

I giocatori "sottovalutati" e il caso Nzola

Nel corso delle sue riflessioni, Fàbregas ha voluto elencare alcuni giocatori che, a suo dire, meritano maggiore considerazione. Ha citato esplicitamente il portiere Butez, il centrocampista Caqueret e il terzino Vojvoda, senza dimenticare il proprio attaccante Douvikas, schierato dall'inizio in un 3-5-2 che ha opposto al 4-2-3-1 di Gilardino. Una valutazione che nasce dalla quotidiana osservazione del campo e che contrasta con la sorte di un altro attaccante, M'Bala Nzola. La sua esperienza al Pisa, infatti, è giunta a una precoce conclusione dopo appena sei mesi: l'ultimo atto, significativamente, è coinciso con il rigore sbagliato proprio nella sfida contro il Como, errore che ha di fatto suggellato una partenza ormai inevitabile verso il ritorno alla Fiorentina.

Il peso dei precedenti e la solidità di un progetto

La vittoria odierna assume un valore particolare anche alla luce degli ultimi precedenti disputati a Pisa, tutti in serie B e tutti conclusi senza successi per il Como: due pareggi e una sconfitta. Spezzare questa serie negativa conferma i progressi compiuti dalla squadra sotto la guida di Fàbregas, il quale, pur evitando di parlare esplicitamente di obiettivi europei – "non è il nostro momento", ha precisato –, sta costruendo un gruppo competitivo e coerente. La sua capacità di valorizzare elementi come quelli da lui citati, unita a una mentalità che isola la squadra dalle pressioni esterne, costituisce il fondamento di una candidatura, quella europea, che di partita in partita appare sempre meno come un'utopia.

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