La Carta di Amalfi a un anno dalla nascita, le 25 perle italiane che hanno detto sì al nuovo patto
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Redazione Esteri
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Compie il suo primo anniversario la Carta di Amalfi, il documento - per così dire - atipico nel panorama della governance turistica italiana, che da un anno a questa parte ha raccolto l'adesione di 25 località tra le più iconiche della penisola. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un programma di governo né di un testo vincolante in senso stretto, bensì di un "modo nuovo di collaborare", un metodo sperimentale per affrontare quelle criticità complesse che nessun singolo Comune, per quanto attrezzato, potrebbe risolvere da solo.
A cominciare dalla gestione dei flussi turistici, diventata ormai una questione di sopravvivenza per borghi e città d'arte sull'orlo del collasso abitativo e identitario.
Venticinque firme per un modello diffuso, da Cortina a Taormina
L'elenco dei firmatari, va detto, è un vero e proprio campionario della bellezza e della fragilità italiane: ci sono Cortina d'Ampezzo, Taormina e Capri, ma anche realtà minori come Atrani, Pollica e Riomaggiore. A questi si aggiungono Arzachena, Ascea, Ayas, Castellabate, Courmayeur, Ischia, Pinzolo (con la sua Madonna di Campiglio), Polignano a Mare, Positano, Praiano, Ravello, Riva del Garda, Roccaraso, San Gimignano e Volterra.
La varietà geografica è notevole, con località che vanno dalle Alpi alle isole maggiori, passando per le coste tirreniche e adriatiche, e proprio questa eterogeneità rappresenta la forza del progetto: non si tutela un solo territorio, ma si sperimenta una governance trasversale che unisce la montagna al mare, il nord al sud.
Dal tavolo interistituzionale ai protocolli operativi, la macchina si è messa in moto
L'accordo, sottoscritto nell'aprile del 2025 al termine di un summit nazionale dedicato al rapporto tra destinazioni e residenti, ha trovato la sua attuazione pratica già nel gennaio del 2026. In quella data, durante il Terzo Forum Internazionale sul Turismo tenutosi a Milano, i ministri del Turismo Daniela Santanchè e dell'Interno Matteo Piantedosi hanno siglato un protocollo d'intesa con i sindaci dei comuni aderenti.
L'intesa istituisce un tavolo interistituzionale - con sede presso il ministero del Turismo - che si riunirà periodicamente per ragionare su sostenibilità, sicurezza e bilanciamento tra impatto turistico e qualità della vita di chi quei luoghi li abita tutto l'anno.
Non si tratta, occorre precisarlo, di una semplice ennesima cabina di regia priva di poteri: il tavolo è chiamato a sperimentare modelli concreti, dalle nuove tecnologie per il monitoraggio dei flussi alla gestione della mobilità, dalla flessibilità nelle assunzioni a tempo determinato per i Comuni alla partecipazione attiva degli enti locali nella programmazione dell'offerta turistica.
Gli stessi primi firmatari della Carta - tra cui i sindaci di Amalfi, Capri, Pollica e Ravello - hanno parlato di "entusiasmo" per un percorso che, attraverso il dialogo istituzionale, prova a disegnare una nuova governance, lontana dalle logiche emergenziali che hanno finora accompagnato le stagioni di picco.




