Carlo Verdone a “Domenica In”: l’intervento ai fianchi, il dolore e la battuta a Mara Venier

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’ospitata di Carlo Verdone nel salotto di “Domenica In”, andata in onda domenica 22 marzo, ha offerto al pubblico una lunga full immersion tra ricordi professionali, fragilità fisiche e quell’ironia sottile che da decenni ne caratterizza il personaggio pubblico. Accolto dalla conduttrice Mara Venier, l’attore, regista e sceneggiatore ha affrontato con il suo consueto candore temi che raramente erano emersi con altrettanta franchezza nel corso della sua carriera, rivelando dettagli inediti riguardo a un’operazione chirurgica delicata a cui si è sottoposto di recente. A emergere è stato il racconto di un intervento che, nella sua brevità – appena cinquantotto minuti – ha rappresentato per lui l’epilogo di un calvario fatto di dolori atroci e della paura concreta, come lui stesso ha ammesso, di compromettere la funzionalità delle gambe. “Mi hanno staccato e riattaccato le anche”, ha spiegato Verdone, descrivendo un intervento che ha previsto la sostituzione di entrambe le anche in un’unica soluzione chirurgica. Una decisione, quella di affidarsi a un luminare, dettata da una condizione ormai divenuta insostenibile: “Non ne potevo più del dolore”.

L’intervento lampo e il ritorno alla normalità

Il racconto della convalescenza si è intrecciato con l’ironia tipica dell’artista, il quale ha sottolineato come, nonostante la complessità dell’operazione – che gli ha letteralmente ricostruito l’articolazione – la mobilità sia stata recuperata in tempi sorprendentemente rapidi. L’ospite ha voluto rimarcare il contrasto tra la lunghezza del periodo di sofferenza e la velocità della procedura chirurgica, durata meno di un’ora, durante la quale i medici hanno provveduto a “staccare e riattaccare” le anche. Un episodio che ha rivelato il lato più privato del regista, solitamente abituato a raccontare le nevrosi dei suoi personaggi più che le proprie. In studio, l’aneddoto ha contribuito a creare un’atmosfera intima, con il pubblico a seguire tra l’emozionato e il divertito le sue parole. Verdone ha spiegato come il recupero gli abbia restituito quella serenità fisica necessaria per affrontare nuovamente le fatiche di un set, un ritorno alla normalità che ha coinciso con una nuova fase professionale.

La carriera, la piattaforma e il banco di prova del nuovo film

Proprio sul fronte lavorativo, l’intervista condotta da Mara Venier ha rappresentato anche un’occasione per fare il punto su una carriera che, pur essendo costellata di successi, ha subito una trasformazione radicale in seguito all’esperienza della pandemia. Verdone ha infatti raccontato come il Covid lo abbia spinto verso le piattaforme streaming, un cambiamento che ha ridefinito le sue modalità operative e che lo ha portato a confrontarsi con le nuove logiche distributive del cinema. In questo contesto, la realizzazione del suo ultimo film – “Scuola di seduzione”, disponibile dal primo aprile in esclusiva su Paramount+ – è stata vissuta come un vero e proprio banco di prova. “Volevo vedere se fossi ancora in grado di fare un film”, ha confessato, lasciando intendere come il lungo periodo di stop forzato e le difficoltà fisiche avessero alimentato in lui qualche legittimo dubbio. La pellicola, che segna il suo ritorno alla regia dopo una lunga parentesi televisiva, rappresenta quindi non solo un nuovo capitolo artistico ma anche la riaffermazione di una presenza scenica che, complice la ritrovata salute, torna a essere protagonista.

L’omaggio a Eleonora Giorgi e il fuorionda con Ornella Muti

La puntata di “Domenica In” ha riservato ampio spazio anche al ricordo di Eleonora Giorgi, l’attrice e amica scomparsa di recente, con la quale Verdone ha condiviso anni importanti sul grande schermo. Il momento dedicato alla collega è stato particolarmente sentito, con il regista che ha ripercorso il sodalizio umano e professionale che li legava, in un clima di raccoglimento che ha caratterizzato una parte consistente della trasmissione. Fuori dalla scaletta ufficiale, poi, un momento di leggerezza è arrivato grazie a un fuorionda che ha coinvolto un’altra celebre interprete, Ornella Muti, presente in studio per lo stesso tributo. I due attori si sono lasciati andare a uno scambio informale, durante il quale Verdone si è reso protagonista di una battuta al vetriolo nei confronti della conduttrice, Mara Venier. Rivolgendosi a lei con il suo tipico tempismo comico, l’ha complimentata per le sue gambe, facendo riferimento a un vecchio ricordo televisivo: “Eri in minigonna con delle gambe perfette”. Un intervento che ha alleggerito il clima, restituendo al pubblico quella vena di improvvisazione che da sempre contraddistingue l’attore romano.

La paura prima dell’intervento e la rinascita professionale

A emergere con forza dalle parole di Carlo Verdone è stata però la tensione emotiva vissuta prima dell’intervento chirurgico. L’attore non ha nascosto di aver temuto conseguenze gravissime, arrivando a confidare a pochi intimi il timore di perdere l’uso delle gambe, un rischio che per un uomo di spettacolo abituato a muoversi sul palcoscenico e sul set rappresenta una prospettiva paralizzante. L’incontro con il luminare che lo ha operato ha rappresentato per lui una svolta determinante, trasformando un’angoscia che durava da tempo in una rinascita fisica lampo. L’intervento, durato meno di un’ora, ha cancellato un dolore che descrive come atroce, permettendogli di tornare a camminare senza più lo spettro dell’immobilità. Questo nuovo benessere fisico sembra aver influenzato positivamente anche la sua vena creativa, che torna ora a esprimersi con il film in uscita. Nel salotto della domenica pomeriggio, Verdone ha insomma messo in scena un perfetto equilibrio tra il racconto della fragilità umana e la necessità di ridere di sé, confermando quella capacità di trasformare anche le esperienze più dure in materia narrativa che ne ha fatto uno degli autori più amati dal pubblico italiano.

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