Niente sospensione per Marchetti, fermi Sozza, Pezzuto e Prontera dopo Lazio-Fiorentina

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La mattina dopo un turbolento mercoledì di campionato, l’Associazione Italiana Arbitri ha deciso di operare i primi distinguo, sospendendo alcuni dei suoi uomini mentre ne ha lasciati altri a disposizione. Le decisioni, che arrivano come reazione a un fine settimana ricco di polemiche, si sono concentrate su due partite in particolare, sulle quali i vertici dell’AIA avrebbero espresso forti perplessità. Da una parte, infatti, è stata valutata con maggiore clemenza la direzione di gara di Marchetti nella sfida tra Napoli e Verona, al di là delle proteste seguite alla partita. Dall’altra, è invece scattato lo stop immediato – per una o due giornate, come precisa la Gazzetta dello Sport – nei confronti del trio che ha gestito Lazio-Fiorentina: Simone Sozza, designato come arbitro in campo, e i suoi assistenti al Var Ivano Pezzuto e all’Avar Alessandro Prontera.

Il nodo della trattenuta di Pongracic su Gila

Ciò che non è stato digerito dai responsabili dell’organismo arbitrale, i quali hanno giudicato invece corrette altre decisioni controverse come quelle sui tocchi di mano di Buongiorno e Hojlund, è stata la gestione di un episodio specifico durante la partita all’Olimpico. L’episodio, che ha visto protagonista il difensore viola Pongracic nel primo tempo, è stato classificato come un evidente fallo da rigore, una trattenuta funzionale per impedire l’azione dell’avversario Gila. “Quello che inizialmente sembra un a corpo in cui entrambi cercano spazio cambia natura in pochi istanti”, ha osservato l’ex arbitro Gianpaolo Calvarese, aggiungendo che “è evidente la trattenuta di Pongracic: la maglietta si allunga”. Una dinamica, questa, che secondo l’analisi tecnica avrebbe dovuto portare all’assegnazione di un calcio di rigore a favore della Lazio, decisione che invece non è stata presa né sul campo né dopo una consultazione con la stanza del Var.

Le conseguenze per il trio arbitrale

La mancata segnalazione dell’episodio, considerato un errore grave, ha dunque determinato la messa in panchina dei tre arbitri coinvolti. Una misura che, al di là della durata effettiva della sospensione, segnala una volontà di marcare in modo netto la linea rispetto a certi standard applicativi. La scelta, d’altronde, arriva in un clima di grande attenzione sul lavoro degli arbitri, con club come la Lazio e il Napoli che non hanno fatto mancare, a seguito delle rispettive partite, le loro rimostranze ufficiali per quanto accaduto in campo. Se per la gara napoletana non sono seguite sanzioni immediate, il caso dell’Olimpico è stato quindi trattato con maggiore severità, indicando come quel preciso episodio sia stato ritenuto dirimente nella valutazione complessiva della prestazione.

Un segnale dall’organismo arbitrale

Le sospensioni, dunque, vanno lette come un atto dovuto dopo le proteste, ma soprattutto come un monito interno volto a ribadire l’importanza di una corretta interpretazione in situazioni ritenute chiare. La differenza di trattamento tra le due gare contestate dimostra come, all’interno dell’Associazione, si operi un costante esame delle prestazioni, talvolta sfociante in provvedimenti che mirano a correggere – o quantomeno a segnalare – quelle che vengono identificate come deviazioni dalla corretta prassi. Resta da vedere, ora, per quante giornate il trio Sozza-Pezzuto-Prontera sarà costretto a osservare una pausa forzata, un dettaglio che chiarirà ulteriormente il peso attribuito dall’AIA all’errore commesso durante quel match romano.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.