Allarme siccità globale, metà delle grandi città a rischio stress idrico
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Redazione Esteri
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I dati, che emergono da un'indagine condotta da Watershed Investigations insieme al Guardian, tracciano una mappa della crisi idrica planetaria dove metà delle cento città più grandi del mondo, vere e proprie megalopoli che ospitano centinaia di milioni di persone, sta già attraversando un periodo di stress idrico grave. Di queste, ben trentotto si trovano in una situazione giudicata critica e sono a rischio siccità, una condizione che significa, in termini pratici, che i prelievi idrici destinati all'approvvigionamento pubblico e alle attività industriali stanno per superare le scorte realmente disponibili. Un fenomeno spesso amplificato, oltre che dalla crisi climatica in atto, da una gestione delle risorse sovente miope e inefficiente, la quale aggrava gli effetti del collasso climatico accelerando l'avvicinarsi di quello che viene definito, in gergo tecnico, il "giorno zero".
La mappatura dei bacini in sofferenza
La ricerca, basandosi sull'analisi dei bacini idrografici e su dati satellitari elaborati dall'University College London, ha classificato le città in base allo stress a cui sono sottoposti i loro bacini: Pechino, New York, Los Angeles, Rio de Janeiro e Delhi figurano tra le metropoli nelle condizioni più precarie, mentre altre come Londra, Bangkok e Giacarta sono classificate come "altamente sottoposte a stress". Queste analisi, del resto, mostrano forti tendenze alla siccità in numerose aree urbane asiatiche e avvertono di un rischio crescente di insicurezza idrica su scala globale, una minaccia che non risparmia neppure l'Italia, dove Roma, Napoli e l'intera regione Sicilia risultano già inserite in quella che viene definita fascia rossa.
Un pianeta in bancarotta idrica
Il quadro che ne deriva è quello di un mondo che, a causa delle conseguenze del cambiamento climatico e di un consumo spesso dissennato, è entrato in un'era di vera e propria bancarotta idrica. Una condizione nella quale molte regioni, ormai, non sono più in grado di riprendersi dalle frequenti carenze, con circa quattro miliardi di persone – quasi la metà della popolazione globale – che sperimentano una grave scarsità d'acqua per almeno un mese all'anno. Per costoro, l'accesso ad acqua sufficiente a soddisfare i bisogni primari non è affatto garantito, il che trasforma la siccità da emergenza straordinaria a stato di crisi permanente.
La domanda che supera l'offerta
Il problema di fondo, al netto della variabilità climatica, risiede in un divario sempre più ampio tra domanda e offerta: metà delle città più popolose del mondo consuma infatti più acqua di quanta ne abbia effettivamente a disposizione nei propri bacini. Questa pressione insostenibile, esercitata dalle attività umane e amplificata dal riscaldamento globale, fa sì che il prelievo di acqua potabile superi sistematicamente la capacità di ricarica delle risorse disponibili, creando un deficit strutturale destinato, secondo gli esperti, a incidere profondamente sulla stabilità sociale ed economica di intere nazioni nei prossimi decenni.
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