Jeep Compass 2026, via agli ordini per gli allestimenti Business e Summit
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Redazione Economia
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La gamma della nuova Jeep Compass si amplia concretamente con l’apertura ufficiale degli ordini per due livelli di allestimento finora inediti, rispettivamente denominati Business e Summit, i quali vanno a posizionarsi – è il caso di dirlo – in due punti specifici e complementari dello spettro commerciale del SUV torinese. Da un lato, la versione Business (pensata prevalentemente per l’utilizzo professionale e le flotte aziendali) parte da una base tecnica derivata dall’allestimento Altitude, puntando su un rapporto specifico tra dotazione tecnologica e costo di gestione; questa configurazione include, tra gli altri equipaggiamenti, la telecamera a 360 gradi con sensori laterali, la ricarica wireless per lo smartphone e un ventaglio di sistemi ADAS di ultima generazione come il cruise control predittivo adattivo o l’assistente attivo al cambio di corsia. Dall’altro lato, la vettura si spinge verso l’alto di gamma con l’allestimento Summit, il quale mira a esaltare il carattere premium del modello attraverso l’uso di finiture specifiche (sedili in full vinile, volante e sedili riscaldati, illuminazione ambientale personalizzabile) e dettagli estetici di forte impatto visivo, come i fari full LED Matrix, la calandra a sette feritoie illuminata o il logo posteriore retroilluminato.
Architettura STLA Medium e la filosofia produttiva “Made in Italy”
Ciò che rende tecnicamente rilevante l’operazione, al di là del semplice ampliamento del listino, è la base sulla quale questi allestimenti vengono costruiti: l’architettura modulare STLA Medium. Questa piattaforma, che il gruppo Stellantis ha sviluppato per ospitare indifferentemente propulsori termici elettrificati o unità completamente elettriche, rappresenta il trait d’union di un progetto che, va ricordato, nasce a Torino, viene affinato a Balocco e trova la sua materializzazione industriale nello stabilimento lucano di Melfi. Il sito produttivo, che vanta una superficie complessiva di quasi due milioni di metri quadrati e impiega una forza lavoro di circa quattromilaseicento persone, si configura quindi come un avamposto strategico per la penetrazione europea del brand; una fabbrica, questa, dotata di una linea di assemblaggio definita “ultra-flessibile”, capace di modulare la produzione in tempo reale in base alla domanda, con la possibilità teorica di convertirsi al 100% sul solo elettrico se il mercato lo dovesse richiedere.
Strategia di motorizzazione e posizionamento economico
L’offerta, che parte da una cifra di 35.400 euro per le varianti e-Hybrid (ibride leggere), si struttura attraverso una scalata che tocca le versioni Plug-in e le Full Electric, con prezzi che per gli allestimenti Business e Summit lievitano rispettivamente fino a superare le soglie dei quarantaduemila e quarantatremila euro per le versioni di accesso alla gamma mild hybrid. La strategia commerciale è chiara: intercettare il professionista che macina chilometri (offrendogli la sicurezza del pacchetto ADAS completo e la praticità della Business) e, contemporaneamente, attrarre l’utente privato alla ricerca di un SUV dal taglio sofisticato, il quale potrà trovare nella Summit un abitacolo curato nei dettagli e una presenza su strada sottolineata dai cerchi in lega fino a 20 pollici o dalle barre al tetto. La vettura, che ha già superato abbondantemente la soglia dei due milioni e mezzo di esemplari venduti a livello planetario, cerca dunque di consolidare la propria leadership in un segmento, quello dei C-SUV, storicamente tra i più combattuti.
Tecnologia embedded e capacità off-road residue
Nonostante la chiara deriva tecnologica e l’enfasi posta sui sistemi di connettività (dove spicca il grande display centrale da 16 pollici), la Compass non rinuncia completamente a quel DNA avventuroso che caratterizza il marchio. Anche negli allestimenti Business e Summit, infatti, la vettura conserva caratteristiche tecniche come l’altezza da terra superiore ai 200 millimetri o la capacità di guado attestata sui 480 mm, anche se – va detto – l’attenzione principale degli ingegneri si è concentrata sull’efficienza aerodinamica e sul comfort di marcia, con un coefficiente di resistenza (Cx) sceso fino a 0,29. Le consegne ai primi clienti, per chi procederà all’ordine nelle prossime settimane, dovrebbero avvenire nel corso dei prossimi mesi, andando così a rimpolpare le fila di un modello che si prepara a presidiare i settanta paesi in cui verrà distribuito, dall’Europa al Medio Oriente, passando per l’Asia e l’Oceania.




