Fairford, rilasciato su cauzione anche il sesto uomo: l'indagine resta aperta
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Redazione Esteri
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È stato rilasciato su cauzione anche il sesto uomo arrestato nell'ambito delle indagini sul presunto piano terroristico alla base Raf di Fairford, nel Gloucestershire. Si tratta di un venticinquenne con doppia cittadinanza britannica e iraniana, fermato nei giorni scorsi a Londra con l'accusa di preparazione di atti terroristici. Come i cinque uomini arrestati in precedenza, il giovane resta formalmente sotto indagine, ma è stato rimesso in libertà con l'imposizione di severe restrizioni alla libertà di movimento e ai contatti personali.
Sei arresti e nessuna incriminazione
La vicenda era iniziata nella notte tra il 26 e il 27 settembre, quando una residente della zona di Whelford aveva segnalato la presenza di tre furgoni bianchi fermi vicino alla base e di un gruppo di uomini incappucciati che si allontanavano a piedi. La polizia del Gloucestershire aveva dichiarato un "incidente grave" e disposto l'evacuazione di circa 85 abitazioni nelle vicinanze dell'installazione militare, utilizzata da decenni dall'aeronautica statunitense come base avanzata per i bombardieri impiegati nelle operazioni in Medio Oriente.
Cinque uomini, tutti cittadini britannici di età compresa tra i 23 e i 25 anni e residenti a Londra, erano stati fermati quella stessa notte con l'accusa di violazione della normativa sugli esplosivi e, successivamente, di preparazione di atti terroristici. Dopo gli interrogatori, erano stati tutti rilasciati su cauzione.
Il sesto arresto era scattato qualche giorno più tardi nel centro di Londra, nel quartiere di Westminster, in base al Terrorism Act. Nel corso dell'operazione, gli agenti dell'antiterrorismo di Scotland Yard avevano perquisito due immobili nella stessa zona e interrogato un altro uomo, un cittadino britannico di 26 anni, senza procedere al suo fermo. Al momento nessuno degli arrestati è stato incriminato formalmente.
Le indagini, coordinate dalla polizia antiterrorismo britannica, restano in corso e riguardano molteplici piste, compresa quella di un possibile coinvolgimento di un attore statale straniero. La coordinatrice nazionale per il contrasto al terrorismo, Vicki Evans, ha descritto l'inchiesta come "estremamente complessa", precisando che gli investigatori stanno esaminando tutte le ipotesi.
Il quadro delle prove e le tensioni diplomatiche
Dagli accertamenti condotti sugli automezzi sequestrati è emerso che nei tre furgoni era presente una quantità di benzina, ma non sono stati trovati ordigni esplosivi. La circostanza ha contribuito ad alimentare dubbi sulla natura effettiva della minaccia, tanto che esponenti politici e osservatori hanno sollevato interrogativi sulle ragioni dei rilasci su cauzione.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato pubblicamente che non avrebbe adottato la stessa decisione, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di un caso che "coinvolge chiaramente le mani di un attore straniero", senza indicare quale Paese ritenesse responsabile. Il primo ministro britannico Andy Burnham ha evocato "forti indicazioni" circa un possibile ruolo dell'Iran nella vicenda, suscitando la reazione di Teheran.
L'ambasciata iraniana a Londra ha respinto "categoricamente" ogni collegamento con i fatti di Fairford, definendo le accuse "speculazioni infondate e malevole", e il governo iraniano ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran per protestare formalmente.
Il ritiro dei bombardieri statunitensi
Sul piano operativo, gli Stati Uniti hanno trasferito tutti i bombardieri B-1 che erano dislocati a Fairford verso le basi di origine sul territorio americano. Il Pentagono ha confermato il riposizionamento, spiegando che ragioni di sicurezza operativa avevano impedito di confermare in tempo reale i movimenti delle forze. Secondo quanto riportato da fonti a conoscenza della decisione, una dozzina di velivoli era di stanza presso l'installazione britannica, che negli ultimi mesi aveva svolto un ruolo centrale come piattaforma per le missioni aeree statunitensi contro obiettivi iraniani.
Alcuni osservatori di attività aeronautica avevano registrato nei giorni precedenti un'intensa attività di B-1 in partenza dalla base, collegata al ridispiegamento. La RAF Fairford, situata a circa 160 chilometri a ovest di Londra, non ospita bombardieri in modo permanente, ma funge da base avanzata per il Global Strike Command dell'aeronautica statunitense e ha già supportato operazioni durante la prima guerra del Golfo, il conflitto iracheno del 2003 e le recenti campagne aeree in Medio Oriente.
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