Fiat Panda e Grande Panda sul podio delle auto più vendute a febbraio: un ritorno che mancava da anni
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Redazione Economia
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Il legame tra il mercato italiano e il marchio Fiat, lungi dall’essersi affievolito, pare essersi rinsaldato con una forza inaspettata, trovando nei dati di febbraio 2026 una conferma lampante che va oltre le più rosee previsioni. Le immatricolazioni del mese appena concluso, che hanno visto il mercato totale crescere del quattordici per cento rispetto al febbraio dell’anno precedente toccando quota 157.334 unità, raccontano infatti di un podio interamente occupato dai modelli del gruppo torinese, con una presenza che non si registrava da tempo immemore. A guidare la classifica, incontrastata e saldamente al comando, ci pensa la Fiat Pandina, quel modello che continua a interpretare al meglio le esigenze della mobilità urbana e non solo: con 12.612 nuove targhe apposte, equivalenti a una fetta dell’otto per cento dell’intero mercato, la regina delle city car non conosce soste e allunga il proprio vantaggio sulle inseguitrici. Dietro di lei, a testimoniare la vivacità della gamma, si piazza la Jeep Avenger con 5.893 immatricolazioni, ma è la terza posizione a far scintille: la nuova Fiat Grande Panda, con 5.500 esemplari venduti, conquista il gradino più basso del podio regalando al gruppo una tripletta che profuma di rivalsa e di continuità.
L’irresistibile ascesa di Leapmotor T03 che rivoluziona il segmento delle elettriche
Se il podio è un affare tutto italiano, la posizione d’onore fuori dal podio, la quarta, è quella che racchiude forse la novità più dirompente del panorama automobilistico nazionale. Leapmotor T03, la city car elettrica frutto della joint venture tra Stellantis e il colosso cinese, ha letteralmente polverizzato i record di vendita per quanto riguarda la mobilità a zero emissioni, totalizzando 4.778 immatricolazioni e insediandosi stabilmente tra le preferenze degli automobilisti italiani. Un risultato che diventa ancora più significativo se si osserva il mercato delle Bev, le cosiddette batterie elettriche, dove la T03 ha fatto incetta di consensi raggiungendo una quota monstre del 39,3 per cento e dominando incontrastata la classifica di categoria. A trainare questo successo, che ha portato il brand Leapmotor a una crescita percentuale del 2.196 per cento rispetto allo stesso mese del 2025, è stata una strategia commerciale aggressiva che ha puntato tutto sull’accessibilità: un prezzo di listino fissato a 15.900 euro e la possibilità di accedere a formule finanziarie vantaggiose hanno evidentemente fatto breccia in un pubblico, quello italiano, storicamente molto attento ai costi di gestione e d’acquisto.
L’andamento del mercato Bev trainato dagli incentivi e dalle nuove offerte
L’exploit di Leapmotor non rappresenta, però, un caso isolato, bensì il sintomo più evidente di una trasformazione più profonda che sta investendo il settore delle auto elettriche in Italia. A febbraio, le immatricolazioni di auto a batteria hanno fatto registrare un balzo in avanti dell’80,5 per cento rispetto allo stesso mese del 2025, con 12.572 consegne che hanno portato la quota di mercato delle Bev a toccare il 7,9 per cento, un incremento di quasi tre punti percentuali che dimostra una crescente fiducia dei consumatori. Un contributo determinante, in questo senso, è arrivato dalle consegne delle vetture prenotate durante la tornata di incentivi statali dello scorso autunno, un meccanismo che, sebbene talvolta farraginoso, continua a rivelarsi essenziale per sostenere la domanda e favorire il ricambio del parco circolante. Dietro la capolista T03, la classifica delle elettriche vede posizionarsi modelli come la BYD Dolphin Surf, che con 699 unità si ritaglia uno spazio importante, seguita dalla Citroën C3 a quota 627, segno che la competizione nel settore si fa sempre più agguerrita e che i costruttori tradizionali sono chiamati a una reazione tempestiva per non farsi soffiare terreno dai nuovi player asiatici.
La solidità del gruppo Stellantis e il fenomeno della Pandina best seller
Osservando i dati aggregati, emerge con chiarezza come il gruppo Stellantis, considerando tutti i suoi marchi inclusa Leapmotor, viaggi a una velocità doppia rispetto al mercato, con una crescita del 27,7 per cento e una quota che si attesta al 34 per cento del totale. Numeri che certificano la buona salute del colosso dell’automotive e che trovano nella Fiat Pandina, con le sue 12.612 immatricolazioni mensili, il loro principale artefice. Il modello, che nei soli primi due mesi dell’anno ha già superato le 25.000 unità, continua a rappresentare una scelta quasi obbligata per chi cerca un’auto pratica, dai costi contenuti e con un’innegabile italianità, nonostante le trasformazioni industriali degli ultimi anni. Dietro di lei, il buon piazzamento della Jeep Avenger e, soprattutto, l’ingresso in quinta posizione della Citroën C3 con 3.134 immatricolazioni completano il quadro di un gruppo che, pur tra le sfide della transizione energetica e le pressioni del mercato globale, riesce a mantenere una presa saldissima sul pubblico italiano.




