Inter, il momento no e il futuro blindato di Chivu tra rinnovo e scelte d'attacco
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Redazione Sport
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C’è un dato statistico che, riaffiorando dal recente passato, assume i contorni di un monito per l’ambiente nerazzurro: per la prima volta in questa stagione, la squadra allenata da Cristian Chivu non è riuscita a vincere per tre gare consecutive. Un trend negativo che, se da un lato riaccende il ricordo di quell’aprile del 2025, quando una striscia ben più preoccupante – fatta di due pareggi e tre sconfitte in cinque uscite – consegnò di fatto lo scudetto nelle mani del Napoli, dall’altro arriva nel momento forse più delicato dell’annata, con la pressione che inevitabilmente ricomincia a salire. Le battute d’arresto con Como e Milan, unite allo stop in Coppa Italia, rappresentano uno scivolone che il club intende però affrontare con la massima compattezza attorno alla figura del suo tecnico, la cui posizione, nonostante il momento di appannamento, appare oggi più solida che mai.
La società, lungi dal farsi prendere da facili isterismi, considera la gestione Chivu una scommessa ampiamente vinta sotto il profilo tecnico, tattico e, soprattutto, nella capacità di aver ricucito le lacerazioni di uno spogliatoio reduce dalla deludente finale di Monaco contro il Psg. È in quest’ottica di lungo periodo, dunque, che va letto il piano dei vertici interisti: blindare l’allenatore rumeno ben oltre la scadenza naturale del suo contratto, fissata al 30 giugno del 2027. L’idea, come riportato dalle principali testate sportive, è quella di adeguargli l’accordo e allungarlo ulteriormente, un gesto che avrebbe il duplice scopo di rafforzare la sua autorevolezza in vista della prossima stagione e di evitare che il suo secondo capitolo sulla panchina dell’Inter cominci con un contratto in scadenza, un dettaglio tutt’altro che secondario in termini di progettualità. La volontà di conquistare lo scudetto e la Coppa Italia, obiettivi ancora alla portata, non cambierebbe i piani, dato che la permanenza del tecnico non è stata posta in alcun modo come variabile dipendente dalla vittoria dei trofei.
L’esame con l’Atalanta e le risposte attese dal reparto avanzato
La sfida contro l’Atalanta, in questo senso, rappresenta molto più di una semplice partita di campionato. È l’occasione per invertire la rotta e restituire un’identità a una squadra che, nelle ultime uscite, ha smarrito parte della sua brillantezza. Chivu, che ha preparato la gara con la sua consueta meticolosità, chiede un segnale forte all’intero gruppo, ma è sul reparto avanzato che si concentrano le attese più pressanti. Il dato è inequivocabile: l’attacco nerazzurro è rimasto a secco per cinque partite, un digiuno che deve essere interrotto al più presto. L’allenatore, come riporta il Corriere dello Sport, non si limita a domandare cinismo sottoporta, ma esige un contributo totale in fase di pressione alta e nella gestione del possesso, elementi fondamentali per alleggerire il lavoro della difesa e consentire alla squadra di alzare il baricentro.
In assenza di Lautaro Martinez, ancora alle prese con un risentimento muscolare al soleo, le chiavi dell’attacco sono affidate a Marcus Thuram, tornato titolare dopo aver saltato il derby, e al giovane Pio Esposito. Per quest’ultimo, la prova contro la difesa orobica rappresenta un banco di prova cruciale per riscattare una prestazione non certo brillante nella stracittadina e per dimostrare di poter essere un’alternativa valida e strutturata anche nei momenti che contano. A completare il quadro, dalla panchina è pronto a fare il suo ingresso Ange-Yoan Bonny, attaccante francese dal fisico possente e dalla spiccata duttilità, chiamato a fare la differenza nella seconda metà di gara con la sua capacità di adattarsi a più ruoli e di scardinare le difese più organizzate.
Una dirigenza compatta e la programmazione del futuro
La dirigenza, guidata da Beppe Marotta, osserva e intanto programma. La fiducia in Chivu si traduce in atti concreti, come i colloqui già avviati per definire i dettagli della prossima estate. L’Inter, complice l’indisponibilità del centro sportivo di Appiano Gentile per lavori di ristrutturazione, svolgerà verosimilmente il ritiro precampionato in montagna, con l’ipotesi di una tournée all’estero per coinvolgere i calciatori reduci dai Mondiali. Sono segnali evidenti di una continuità progettuale che prescinde dai singoli episodi e che mira a costruire un ciclo, esattamente come accadde in passato con altre guide tecniche.
Anche la squadra, dal canto suo, è chiamata a rispondere presente. Il momento di difficoltà non può e non deve essere addebitato solo al tecnico, ma va condiviso da un gruppo che, al netto delle assenze, deve ritrovare quella compattezza e quella ferocia che gli avevano permesso di costruire il vantaggio in classifica. La partita contro l’Atalanta, oltre a rappresentare un crocevia fondamentale per le sorti del campionato, servirà a capire se la squadra ha realmente digerito i dettami del suo allenatore e se è pronta a lottare con i denti per portare a casa l’obiettivo, blindando di fatto un percorso che l’Inter, a prescindere da ciò che accadrà, ha già deciso di portare avanti.




