Estate 2026 in Italia, è la più calda dal 1950: 24,3 gradi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’estate 2026 in Italia è la più calda registrata dal 1950, con una temperatura media di 24,3°C calcolata sull’intero territorio nazionale a due metri dal suolo. Il dato emerge dalle sintesi delle analisi dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr-Ibe, sui valori di temperatura osservati in Italia dal 1950 a oggi. La stagione appena conclusa ha superato anche l’estate del 2003, che per oltre vent’anni era rimasta il principale termine di paragone per le annate caratterizzate dal caldo più intenso.

Il record dell’estate 2026 supera anche quello del 2003

L’analisi del Cnr-Ibe, condotta dal ricercatore Lorenzo Arcidiaco, prende in considerazione il periodo compreso tra giugno e agosto. Le elaborazioni sono state implementate a partire dal dataset Era5 Land dell’Ecmwf, lo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, e indicano per i tre mesi estivi una temperatura media nazionale di 24,3 gradi. È questo valore a collocare l’estate meteorologica 2026 al primo posto nella serie esaminata a partire dal 1950, davanti anche alla stagione del 2003, rimasta a lungo associata ai livelli di caldo più elevati registrati in Italia.

Il bilancio eccezionale non riguarda soltanto il territorio italiano. Durante l’estate 2026 sono stati registrati nuovi primati di temperatura in diverse aree d’Europa, con numerose nazioni e stazioni meteorologiche che hanno raggiunto valori superiori a quelli osservati durante la storica estate del 2003. Le anomalie più marcate hanno interessato soprattutto l’Europa occidentale, parte del settore centrale del continente e vaste zone del Mediterraneo, delineando una stagione caratterizzata da temperature particolarmente elevate su un’area geografica ampia.

Ondate di caldo prolungate e anticiclone dal Nord Africa

Alla base delle temperature così elevate e della loro lunga durata viene indicata l’espansione verso l’Europa centrale della robusta area anticiclonica che occupa stabilmente i territori del Nord Africa e del Mediterraneo meridionale. A spiegare il meccanismo è Matteo Zanetti, meteorologo di Arpa Lombardia, secondo il quale le ondate di caldo dell’estate 2026 hanno avuto tutte questa origine. La presenza dell’anticiclone si è protratta nel tempo, favorendo condizioni capaci di mantenere temperature molto alte per sequenze prolungate di giornate.

La persistenza dell’area anticiclonica ha avuto anche un altro effetto rilevante nel corso della stagione: una prolungata scarsità di precipitazioni. Questo andamento è stato particolarmente evidente nei mesi di giugno e luglio, quando alle lunghe fasi molto calde si sono accompagnati periodi con poche piogge. Caldo intenso, durata delle ondate e riduzione delle precipitazioni risultano quindi elementi collegati alla stessa configurazione atmosferica che ha interessato l’Europa centrale, il Mediterraneo e altre zone del continente durante l’estate meteorologica 2026.

Il trend delle temperature indicato dalle analisi

I dati disponibili collocano dunque il 2026 al vertice della serie delle estati italiane analizzate dal 1950, mentre il confronto europeo mostra come i nuovi primati abbiano coinvolto più aree del continente. Zanetti precisa che condizioni di questo tipo non si presenteranno necessariamente allo stesso modo ogni estate, ma sottolinea che il trend osservato procede in questa direzione. Il record italiano di 24,3°C, il superamento del riferimento rappresentato dal 2003 e i valori eccezionali registrati in diverse zone europee costituiscono gli elementi centrali emersi dal primo bilancio della stagione.

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