L’Ucraina nel mirino: la mossa di Putin e il rifiuto della Casa Bianca
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Redazione Esteri
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Mentre le truppe russe continuano a esercitare pressione militare sul territorio ucraino, Vladimir Putin ha avanzato una proposta che, seppur presentata come una soluzione diplomatica, equivale a una forma di commissariamento del paese. Parlando durante un incontro con l’equipaggio di un sottomarino nucleare – un contesto non casuale, dato il carattere marcatamente propagandistico dell’evento – il presidente russo ha suggerito la creazione di un’"amministrazione transitoria" sotto l’egida dell’Onu, con il compito di organizzare elezioni e negoziare un accordo di pace con le nuove autorità. Una mossa che, nelle intenzioni del Cremlino, potrebbe legittimare un cambio di governo a Kiev, indebolendo ulteriormente le istituzioni ucraine già sotto attacco.
La risposta degli Stati Uniti non si è fatta attendere. Un portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca ha respinto con fermezza la proposta, ribadendo che il governo ucraino è l’unico riconosciuto dalla costituzione e dalla volontà popolare, senza bisogno di interventi esterni. Una posizione che trova eco nelle parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il quale ha sottolineato come Kiev abbia già un esecutivo legittimo, il cui ruolo non può essere bypassato da iniziative unilaterali.
Quello che Putin definisce un percorso verso la pace appare, in realtà, un tentativo di consolidare il controllo sulla parte del territorio ucraino occupato dalle forze russe, imponendo un processo elettorale in condizioni di evidente coercizione. La stessa idea di un’amministrazione transitoria, per quanto ammantata di neutralità grazie al riferimento all’Onu, rischia di svuotare di significato la sovranità ucraina, già compromessa da anni di conflitto e invasioni.
Dall’altro lato, l’atteggiamento dell’amministrazione Trump – che in più occasioni ha mostrato una certa freddezza nei confronti di Kiev – lascia intendere come gli equilibri geopolitici stiano mutando. Se in passato gli Stati Uniti si erano schierati senza riserve a sostegno dell’Ucraina, oggi sembrano meno inclini a contrastare apertamente le mosse di Mosca, creando un vuoto che Putin è pronto a sfruttare.




