Sentenza imminente per Salvini nel caso Open Arms
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Redazione Interno
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Matteo Salvini, leader della Lega e attuale vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, si trova oggi a Palermo, nell'aula bunker del carcere Pagliarelli, in attesa della sentenza del processo Open Arms. L'accusa, che lo vede imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio, risale al 2019, quando Salvini era ministro dell'Interno nel governo Conte. La vicenda, che ha suscitato grande attenzione mediatica e politica, riguarda il blocco della nave Open Arms, carica di migranti, al largo delle coste italiane.
Domenica scorsa, i sostenitori di Salvini hanno allestito gazebo in diverse città, pronti a riaprirli, in caso di condanna, anche il prossimo weekend, almeno a Roma e Milano. Ieri, a Bruxelles, Salvini ha incontrato Victor Orban e i "patrioti" dell'ultradestra, citando Ezra Pound e prospettando un incontro con Donald Trump. In questa occasione, ha ricevuto anche la solidarietà di Elon Musk. Oggi, giorno della sentenza, un gruppo di sostenitori si è radunato a Palermo, sebbene in numero inferiore rispetto alle aspettative.
La sentenza di primo grado del processo Open Arms, presieduta dal giudice Roberto Murgia della II sezione penale, sarà pronunciata al termine delle eventuali controrepliche. Salvini, che ha mobilitato il suo mondo politico e mediatico, si è chiuso ieri sera in un albergo di Mondello per un'ultima diretta social prima del giorno tanto atteso e temuto. Ai dirigenti del partito, che volevano salutarlo e offrirgli solidarietà, ha sussurrato: "Grazie amici, ma no, questa sera nessun incontro, ho bisogno di pace".
Parallelamente, la situazione degli aiuti umanitari a Gaza continua a essere critica, mentre l'attivista contro la caccia alle balene, Paul Watson, è stato liberato e non sarà estradato in Giappone.




