Billy e Bianca, cani di quartiere uccisi a fucilate nella campagna di Taranto
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Redazione Interno
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L’orrore si è consumato nelle campagne, un lembo di terra brulla tra Grottaglie e Fragagnano, dove la violenza umana ha stroncato due esistenze pacifiche. Billy e Bianca, cani riconosciuti dal comune di Taranto, regolarmente identificati e sterilizzati, sono stati trovati senza vita dopo essere stati colpiti con un fucile da caccia, arma che lascia poco scampo. Vivevano liberi in quell’area da anni, accuditi da una volontaria e benvoluti da molti, diventando parte del tessuto quotidiano di chi quei luoghi li attraversa; la loro familiarità, che li rendeva innocui, non è stata sufficiente a risparmiarli. Un atto di crudeltà, definito tale dalle parole sgomente di chi li conosceva, che ha lasciato un segno profondo e ha spinto la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente a presentare denuncia, annunciando di volersi costituire parte civile qualora venga individuato il responsabile, chiedendo l’applicazione della norma che punisce l’uccisione di animali d’affezione.
Una ricompensa per far emergere la verità
Il lutto per Billy e Bianca si è intrecciato, in pochi giorni, con un altro episodio analogo, portando a tre il numero di cani uccisi a colpi d’arma da fuoco in provincia. Dinanzi a questa escalation, sul gruppo social dell’OIPA di Taranto è scattato l’allarme, un appello accorato a non voltarsi dall’altra parte: “Chi ha ucciso è ancora libero. Altri cani sono in pericolo”. Per scardinare il muro di silenzio e paura che spesso avvolge simili fatti, un’associazione e un privato cittadino, che hanno scelto di rimanere anonimi, hanno messo a disposizione una ricompensa di cinquemila euro per chi fornirà informazioni utili e determinanti a identificare gli autori delle uccisioni. Una somma consistente, che testimonia la volontà di spingere qualcuno a parlare, a rompere un’omertà che rischia di rendere questi delitti perfetti.
Il ritrovamento e l’impegno delle associazioni
I corpi senza vita dei due cani sono stati rinvenuti nella zona che era il loro territorio, un luogo che avevano eletto a casa e che conoscevano palmo a palmo. La dinamica, per quanto ancora da chiarire nei dettagli investigativi, parla di una deliberata volontà di uccidere, usando mezzi sproporzionati contro creature inermi. La Lega Difesa Animali, nel denunciare il fatto, ha sottolineato la gravità inaudita del gesto, un episodio che va al di là della semplice contravvenzione e che tocca corde sensibili nella collettività, sebbene il termine “comunità” sia qui volutamente evitato per non cadere in generalizzazioni. Il loro intervento legale si prefigge di seguire da vicino ogni sviluppo delle indagini, assicurando che la vicenda non venga archiviata come un fatto minore.
Un clima di paura e l’incognita del pericolo
Quello che emerge, al di là della ferocia dei singoli atti, è un clima di minaccia latente per gli animali che vivono in stato di semilibertà nelle aree periurbane. La campagna, luogo tradizionalmente vissuto come aperto e sicuro, si trasforma in una trappola potenziale, mentre l’identità di chi spara rimane avvolta nel mistero, un’incognita che alimenta timori legittimi. I residenti, che di Billy e Bianca parlavano con affetto, si trovano ora a fare i conti con un senso di vulnerabilità e con la rabbia per un gesto inspiegabile, che ha privato il quartiere di due presenze familiari. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire la dinamica precisa e risalire a possibili indiziati, mentre il sostegno delle associazioni prova a tenere alta l’attenzione su un caso che rischia, altrimenti, di spegnersi nell’indifferenza.




