Met Gala 2025, tra dandismo nero e abiti su misura: tutto quello che c'è da sapere

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il primo lunedì di maggio, per chi segue da vicino moda, cultura pop e non solo, è una data segnata in rosso: quella del Met Gala, l’evento che trasforma il red carpet del Metropolitan Museum of Art di New York in un palcoscenico irripetibile. Quest’anno, la serata – in programma lunedì 5 maggio – si aprirà alle 18 ora locale (mezzanotte in Italia), con gli ospiti che sfileranno davanti alle telecamere prima di varcare la soglia del museo, dove l’accesso al pubblico e ai media sarà, come sempre, vietato.

Il tema scelto per l’edizione 2025, "Tailored for You", non è casuale: si lega alla mostra "Superfine: Tailoring Black Style", curata da Monica Miller, docente al Barnard College e autrice di "Slaves to Fashion: Black Dandyism and the Styling of Black Diasporic Identity". Un omaggio al dandismo nero, movimento che ha ridefinito l’estetica della diaspora africana attraverso un’eleganza ribelle e sofisticata. Un concetto che, senza dubbio, ispirerà gli abiti degli invitati, chiamati a interpretare con creatività il dress code.

Tra le presenze più attese, c’è chi scommette su Beyoncé, reduce dall’inizio del tour Cowboy Carter e potenzialmente accompagnata dalla figlia Blue Ivy Carter. Ma la lista degli ospiti, come ogni anno, rimane avvolta nel mistero fino all’ultimo, alimentando speculazioni e aspettative. Quel che è certo è che, tra star della musica, del cinema, dello sport e persino della politica, il red carpet offrirà l’usuale mix di stravaganza e haute couture.

E mentre si attende di scoprire chi sfilerà – e soprattutto chi, nonostante i rumors, brillerà per assenza – vale la pena ricordare alcuni degli abiti più iconici della storia del Gala. Come quello di Rihanna nel 2017, un’opera complessa di Comme des Garçons che solo lei avrebbe potuto rendere così naturale, o l’"armatura" di Zendaya e la sottoveste indossata da Lady Diana, passati alla storia non solo per il loro impatto visivo, ma per aver incarnato alla perfezione lo spirito del tema proposto.

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