Mattinata di caos sulla Fi-Pi-Li e sulla A1, due incidenti paralizzano la piana fiorentina
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Redazione Interno
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Un mezzo pesante finito fuori strada nel tratto urbano della Firenze-Pisa-Livorno, un furgone, stando a quanto finora ricostruito, e la circolazione che viene meno, cancellata da un sinistro avvenuto intorno alle nove di mercoledì 11 febbraio. La strada di grande comunicazione, arteria vitale per la mobilità tra la costa tirrenica e il capoluogo toscano, ha subito una battuta d’arresto totale all’altezza del chilometro 7,300, nel territorio comunale di Lastra a Signa, poco dopo lo svincolo che immette verso la direttrice tirrenica. La carreggiata in direzione Pisa e Livorno è divenuta impraticabile, un nastro d’asfalto improvvisamente vuoto, e l’interruzione, come documentato dal portale regionale Muoversi in Toscana, ha innescato una reazione a catena le cui ripercussioni si sono propagate per chilometri nel tessuto viario della piana.
Code e deviazioni tra l’area metropolitana e la piana
La sosta forzata dei veicoli, conseguente alla chiusura della corsia di marcia, ha generato una colonna continua di automezzi che ha raggiunto i tre chilometri di lunghezza, serpeggiando a ritroso fino all’altezza di Scandicci, dove automobilisti e conducenti professionali sono rimasti imbrigliati in una morsa di lamiera e gas di scarico. Non solo chi procedeva verso il litorale: anche la corrente di traffico opposta, quella diretta a Firenze, ha subito un rallentamento significativo, con ulteriori due chilometri di coda formatisi tra Ginestra Fiorentina e Lastra a Signa, alimentati dal fenomeno dei cosiddetti curiosi o dalla necessità di trovare percorsi alternativi in una geografia locale già di per sé congestionata. La viabilità ordinaria, nei comuni della cintura occidentale fiorentina, ha dovuto assorbire flussi ben superiori alla propria capacità, saturando rotonde e assi secondari.
Il doppio fronte del maltraffico sull’Autosole
Parallelamente al caos sulla statale, un secondo episodio ha ulteriormente aggravato il quadro della mobilità regionale, allargando il perimetro del disagio dall’asse ovest verso l’arco appenninico. Sulla autostrada del Sole, in un arco temporale pressoché coincidente, due veicoli leggeri sono stati protagonisti di un incidente in galleria. L’impatto, localizzato nel tratto di competenza del comune di Firenze, ha prodotto una doppia scia di rallentamenti: quattro chilometri di accodamento si sono snodati sulle corsie di sinistra tra il nodo di Firenze Sud e l’area di Scandicci, mentre altrettanti chilometri – ulteriori quattro – hanno interessato le corsie di destra nel segmento compreso tra il bivio di Firenze Impruneta e il medesimo nodo di Firenze Scandicci. Il sistema infrastrutturale della Toscana centrale, saturo su due fronti distinti, ha evidenziato una fragilità strutturale di fronte alla quale gli enti gestori hanno potuto solo certificare l’entità dei fenomeni in atto.
La riapertura e la gestione dell’emergenza
Dopo alcune ore di stasi quasi totale, la circolazione sulla Firenze-Pisa-Livorno ha ripreso a scorrere, seppur con gradualità e lasciando sul campo i residui di una mattinata persa tra abitacoli e paraurti. Le operazioni di rimozione del mezzo incidentato e la conseguente bonifica del piano viabile hanno richiesto tempistiche che, agli occhi di chi era fermo in coda, sono parse inevitabilmente dilatate. Il tratto, tornato agibile, ha visto il deflusso lento dei volumi accumulati, mentre permanevano criticità residue sulla A1 dove le squadre di soccorso completavano il ripristino della piena percorribilità. Il doppio sinistro, pur privo di conseguenze gravi per le persone coinvolte, ha offerto l’istantanea di un sistema viario la cui tenuta viene messa alla prova da eventi tutt’altro che eccezionali, con la cronaca che si limita a registrare l’ennesimo episodio di paralisi circolatoria in assenza, al momento, di provvedimenti strutturali annunciati.




