Le rivelazioni di Gallo: "Pazzali sapeva delle indagini"
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Redazione Interno
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Enrico Pazzali, ex presidente della Fondazione Fiera Milano e titolare di Equalize, sarebbe stato al corrente delle testimonianze e delle indagini in corso sull’agenzia investigativa al centro di un’inchiesta che coinvolge la Dda milanese, la Dna, i carabinieri del Ros e il Nucleo investigativo di Varese. A rivelarlo sono i verbali, finora secretati, dell’ex super poliziotto Carmine Gallo, deceduto lo scorso 9 marzo per un infarto mentre si trovava agli arresti domiciliari nella sua abitazione nel Milanese. Gallo, braccio destro di Pazzali, aveva già collaborato con gli inquirenti, fornendo dettagli che gettano nuova luce sul caso Equalize, indagato per presunti dossieraggi e accessi abusivi a banche dati.
Secondo quanto emerso dagli interrogatori, Pazzali avrebbe ricevuto informazioni riservate sui progressi delle indagini, grazie a contatti con i servizi segreti. «Il nostro socio occulto è lo Stato», avrebbe dichiarato Pazzali, come riportato da Gallo, che nel corso delle audizioni ha descritto un sistema di relazioni opache e scambi di favori. Nonostante le voci circolate nei mesi scorsi, la Procura ha escluso che il gruppo di investigatori privati e hacker di Equalize, guidato da Gallo e dall’hacker Samuele Calamucci, sia mai riuscito a violare il Ced interforze del ministero dell’Interno, accedendo direttamente alla banca dati delle forze dell’ordine. Tuttavia, è emerso che alcuni agenti corrotti, definiti «tastieristi», avrebbero consentito consultazioni illecite del sistema Sdi.
Gallo, durante gli interrogatori, ha espresso rammarico per il proprio ruolo nella vicenda, dichiarando di aver sbagliato e di chiedere scusa «a chiunque». «Fatemi voi le domande, spronatemi voi, perché mi viene in mente qualcosa in più», ha aggiunto, mostrandosi disponibile a collaborare con gli inquirenti. Le sue dichiarazioni hanno contribuito a ricostruire una trama complessa, in cui si intrecciano presunti illeciti, contatti con i servizi segreti e un’operatività che, secondo gli investigatori, avrebbe superato i limiti della legalità.
L’inchiesta, che ha visto anche il coinvolgimento dell’ex premier Matteo Renzi, si è concentrata sulle attività di Equalize, accusata di aver condotto operazioni di spionaggio informatico e di aver raccolto informazioni riservate attraverso metodi illeciti. Calamucci, intercettato nel 2022, si era vantato di capacità tecniche superiori a quelle effettivamente dimostrate, alimentando sospetti che ora la Procura ha parzialmente ridimensionato. Resta però aperto il capitolo dei presunti contatti tra Pazzali e i servizi, che avrebbero permesso all’imprenditore di essere costantemente aggiornato sulle indagini a suo carico.




