Gli incentivi per le auto elettriche e l'ombra dei fallimenti passati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui in Sardegna si immatricolavano Fiat Panda a metano, un paradosso che oggi suona come un monito. Era il 2009, l'anno dei maxi incentivi ecologici, quando bastava scegliere un'auto considerata "green" per ottenere fino a 5 mila euro di sconto; la Panda Natural Power, nonostante l'assenza totale di distributori di metano sull'isola, divenne l'oggetto del desiderio per 117 automobilisti sardi, i quali, attratti dal contributo, si trovarono poi impossibilitati a rifornire il proprio mezzo. Un episodio che, al di là della sua singolarità, illumina i rischi di una politica degli incentivi disgiunta da una reale valutazione delle infrastrutture e della praticità d'uso.

Il balzo delle immatricazioni e il ruolo degli incentivi

Oggi, mentre si parla insistentemente di transizione ecologica, il mercato dell'auto elettrica in Italia presenta un doppio binario, con un'Italia che accelera e un'altra che rimane ferma, in attesa di capire se valga la pena di muoversi. I numeri di ottobre, quelli impietosi e freddi come una colonnina di ricarica in autostrada, segnalano infatti un balzo significativo: sono state immatricolate 6.214 vetture full electric, con un incremento del 26,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, mentre la quota di mercato ha toccato il 4,9%, un punto percentuale in più rispetto al 3,9% registrato nel 2024. Considerando l'intero arco dell'anno, il cumulato da gennaio a ottobre si attesta su 67.582 immatricazioni, che rappresentano una crescita del 26,3%, con una quota di mercato complessiva salita al 5,2%.

La corsa ai voucher e le ombre sull'efficacia del sistema

Merito di questa impennata, seppur contenuta, viene attribuito agli incentivi Mase per l'acquisto di vetture elettriche, attivati il 22 ottobre; l'intero fondo, che ammontava a quasi 600 milioni di euro, si è esaurito in poco più di ventiquattr'ore, con oltre 55.000 voucher richiesti. Roberto Pietrantonio, presidente di Unrae - l'associazione che diffonde questi dati -, ha sottolineato la rapidità dell'esaurimento, un segnale di una domanda potenziale molto vivace. Tuttavia, a questo slancio iniziale fa da contraltare una serie di difficoltà pratiche che emergono subito dopo, le quali rischiano di offuscare l'efficacia della misura.

Le criticità della piattaforma e la frustrazione degli utenti

Proprio la gestione della piattaforma dedicata agli incentivi sta sollevando non poche perplessità, come dimostra il caso di un utente che, dopo aver inviato ripetutamente mail sia PEO che PEC all'indirizzo [email protected], non ha ricevuto alcuna risposta. La problematica principale denunciata è il mancato riconoscimento della proprietà del veicolo da parte del sistema, nonostante la corretta trasmissione di tutti i documenti richiesti e le foto allegate. Questa situazione, che lascia i richiedenti in uno stato di incertezza e senza indicazioni su come procedere, ripropone il tema della preparazione tecnico-amministrativa necessaria a sostenere una transizione che, altrimenti, rischia di arenarsi non per mancanza di volontà dei cittadini, ma per l'inadeguatezza degli strumenti loro offerti.

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