Christian De Sica: "La comicità di Zalone è colta, noi giocavamo sul turpiloquio"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Presentando a Roma il suo ultimo film, un dramedy che definisce pionieristico nel panorama italiano, Christian De Sica ha tracciato un parallelo fra diverse scuole comiche, commentando il travolgente successo di un collega. "Noi giocavamo sul turpiloquio, la comicità di Checco Zalone è più colta", ha dichiarato l’attore, riflettendo su un linguaggio umoristico che, se declinato in certe forme, potrebbe oggi apparire anacronistico o persino problematico. "Se facessi le battute dei cinepanettoni mi metterebbero in carcere", ha aggiunto con quella vena iperbolica tipica del suo personaggio, sottolineando implicitamente come i codici della risata e la loro percezione sociale si siano evoluti nel tempo. Il film che porta in scena, "Agata Christian – Delitto sulle nevi", diretto da Eros Puglielli e in programma nelle sale dal prossimo 5 febbraio, sembra volersi collocare proprio in uno spazio di rinnovamento, tentando una sintesi audace fra il giallo investigativo e la commedia.
Un ibrido generazionale fra giallo e farsa
La pellicola, che vede nel cast nomi consolidati come Lillo Petrolo, Maccio Capatonda, Chiara Francini e Paolo Calabresi, oltre a un cameo di Tony Effe, non ambisce a essere una semplice farsa. Puglielli, regista che vanta un'esperienza trentennale nel cinema, ha infatti spiegato come il crime e la commedia condividano "numerosi punti di contatto", una convinzione che ha guidato la costruzione di una trama intessuta di delitti, intrighi di potere e una vena farsesca sostenuta da personaggi volutamente eccessivi e situazioni paradossali. Il risultato, stando alle intenzioni, è un prodotto che punta a un pubblico ampio, cercando di conciliare il ritmo serrato dell’investigazione con le trovate comiche della tradizione nazionale, una sfida non semplice che implica un equilibrio delicato.
Le reazioni della critica e il confronto con i modelli
Le prime valutazioni sul lavoro, tuttavia, hanno messo in luce alcune difficoltà nel raggiungimento di questo obiettivo, notando come l’operazione appaia, in certi passaggi, una citazione piuttosto esplicita di modelli internazionali di successo. Alcune voci hanno osservato che il detective svogliato e geniale interpretato da De Sica, il cui nome è un chiaro omaggio a Agatha Christie, rappresenti più che altro un'occasione mancata per rinnovare il filone del giallo all'italiana, un genere che ha avuto illustri predecessori. La struttura narrativa, con il suo cast corale, non sempre riuscirebbe a far decollare gli spunti comici, lasciando che l'ottima idea di partenza – quella di fondere i due generi – resti in parte inespressa, nonostante gli sforzi del gruppo di attori chiamati a sostenere la struttura.
Il percorso di un format comico in trasformazione
Le parole di De Sica, del resto, vanno al di là della promozione del singolo film e toccano un tema più ampio, quello della metamorfosi della comicità popolare in Italia. Il riferimento ai cinepanettoni, un format di cui lo stesso attore è stato per anni uno dei volti simbolo, e il paragone con il fenomeno Zalone, descritto come "colto", delimitano due territori espressivi che parlano linguaggi diversi e che vengono recepiti dal pubblico in modi altrettanto distinti. Quella che un tempo era una comicità basata su caratterizzazioni grottesche e su un linguaggio sopra le righe, oggi deve misurarsi con sensibilità mutate e con un contesto culturale che guarda con maggiore attenzione alle implicazioni di certe rappresentazioni. Il nuovo film, nel suo proporsi come dramedy, sembra dunque un tentativo di navigare in queste acque nuove, cercando una formula che possa mantenere un legame con la tradizione della commedia ma provando al tempo stesso ad arricchirla con tinte più drammatiche e con una struttura da thriller, un esperimento il cui esito sarà misurato dal responso del pubblico.




