Medicina, 28enne accoltellato in casa: fermato un 57enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un 28enne è stato picchiato e accoltellato in casa a Medicina, nella frazione di Buda, durante una violenta aggressione avvenuta nel pomeriggio di domenica. Il giovane, Matteo Cuzzi, è stato colpito almeno sei volte e ha riportato anche gravi lesioni a un braccio, con le ossa spezzate durante l’attacco. Per il tentato omicidio i carabinieri hanno fermato Charfi Nouri, muratore di 57 anni residente a Medicina, incensurato e di origine tunisina, da circa trent’anni in Italia. La vittima è stata ridotta in fin di vita e, secondo quanto emerge, l’intervento di una vicina ha contribuito a far scattare i soccorsi dopo l’aggressione.

Il 28enne aggredito dopo aver aperto la porta di casa

L’aggressione si è consumata in un piccolo complesso condominiale di Buda, frazione nelle campagne di Medicina compresa tra il torrente Quaderna e il fiume Sillaro. Il 28enne si trovava nell’appartamento al secondo piano quando ha aperto la porta all’uomo che sarebbe poi diventato il suo aggressore. Matteo Cuzzi non lo conosceva e non era stato informato dalla madre delle attenzioni che il 57enne le riservava da alcuni mesi. La donna, in quel momento, non era nell’abitazione e proprio la sua assenza avrebbe portato l’uomo a trovarsi davanti il figlio, sul quale si è concentrata la violenza.

Il giovane è stato picchiato con estrema violenza e raggiunto da numerosi colpi inferti con un machete. Le ferite da arma da taglio sarebbero state almeno sei, mentre le percosse gli hanno provocato anche la frattura delle ossa di un braccio. Dopo l’attacco è rimasto gravemente ferito all’interno dell’abitazione, in condizioni descritte come vicine alla morte. L’episodio, inizialmente apparso come un tentato omicidio senza una spiegazione immediata, ha assunto contorni più definiti con gli accertamenti dei carabinieri e il fermo del 57enne residente nello stesso territorio comunale.

Il machete e le attenzioni non corrisposte verso la madre

Secondo quanto ricostruito, il 57enne era andato nell’appartamento per cercare la madre del giovane, una donna della quale si era infatuato senza essere corrisposto. Da alcuni mesi le avrebbe rivolto attenzioni e telefonate definite al limite della molestia, senza che lei accettasse il contatto o ricambiasse il suo interesse. Il figlio non era a conoscenza di questa situazione perché la madre non gliene aveva mai parlato. Quando domenica pomeriggio ha aperto la porta, quindi, si è trovato davanti una persona che non conosceva e della quale ignorava completamente le precedenti iniziative nei confronti della donna.

L’uomo si sarebbe presentato alla porta impugnando un machete lungo circa 50 centimetri, con l’intenzione di colpire la donna che stava cercando. Non trovandola in casa, avrebbe invece rivolto l’aggressione contro il figlio di 28 anni, colpendolo ripetutamente e lasciandolo gravemente ferito. I carabinieri hanno quindi fermato Charfi Nouri con l’accusa di tentato omicidio. Il 57enne, muratore residente a Medicina, non aveva precedenti penali. La ricostruzione emersa dopo l’aggressione collega così la violenza nell’appartamento alle attenzioni non ricambiate rivolte nei mesi precedenti alla madre della vittima.

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