Zverev e quel “peggior campo da tennis” dopo la sconfitta con Darderi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alexander Zverev non ha usato giri di parole, al termine del match che lo ha visto cedere a Luciano Darderi negli ottavi degli Internazionali d’Italia. Il tedesco, numero tre del ranking mondiale, ha infatti scaricato la propria frustrazione – comprensibile dopo una rimonta subita sotto gli occhi di un Foro Italico in delirio – sulle condizioni del terreno di gioco della BNP Paribas Arena, definendolo senza mezzi termini “il peggior campo da tennis su cui abbia mai giocato”. Una dichiarazione destinata a far discutere, specie se la si confronta con l’entusiasmo travolgente del suo avversario.

Per Luciano Darderi, invece, quello stesso campo si è trasformato nel palcoscenico della vita. Il tennista azzurro, annullando quattro match point e vincendo un tie-break durato oltre un quarto d’ora – una frazione di gioco al cardiopalma giocata punto a punto dentro la bolgia della BNL Arena – ha costruito la rimonta più importante della sua carriera. “Contro Zverev è stata la partita più bella ed emozionante che abbia mai giocato”, ha raccontato in sala stampa, con la voce ancora roca per l’adrenalina, mentre sottolineava come quel successo nei sedicesimi rappresenti già il torneo della sua vita.

La rimonta che vale i quarti di finale

Oltre al numero uno mondiale Jannik Sinner, che ha liquidato senza troppi patemi Andrea Pellegrino sul Centrale, anche Darderi ha dunque staccato il pass per i quarti sulla terra rossa del Foro Italico. Lo ha fatto con un sangue freddo da veterano, annullando match point che avrebbero chiuso la partita in due set e ribaltando ogni pronostico. Di questo capolavoro – e di tanto altro – si è discusso nell’ultima puntata di “TennisMania”, la trasmissione di OA Sport condotta da Dario Puppo con gli ospiti Massimiliano Ambesi e Guido Monaco. Proprio Monaco, commentando la prestazione del giovane italiano, l’ha definita “fenomenale”, aggiungendo però una postilla: se non fosse ancora così acerbo, ci sarebbe da preoccuparsi seriamente per i rivali.

Niente più miracoli, solo un talento che cresce

“Non chiamatelo più miracolo”, recita il titolo di un’analisi apparsa su Sportface.it, a sottolineare come l’impresa di Darderi contro il numero tre al mondo non sia stata un evento isolato ma il sintomo di una maturazione tecnica e mentale concreta. Il tennista italiano sogna in grande, e la vittoria rocambolesca – arrivata dopo aver annullato quattro match point e aver vinto un tie-break spettacolare – ha messo in luce qualità fisiche e psicologiche che gli permetteranno, se coltivate con costanza, di scalare posizioni importanti in classifica. La terra del Foro Italico, per lui, non è stata affatto la peggiore su cui abbia mai giocato: anzi, è diventata il trampolino per i quarti di finale degli Internazionali.

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