Osimhen e il Napoli, storia di un addio: dalle promesse social alla svolta turca

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello che sembrava un legame destinato a durare si è spezzato, come spesso accade nel calcio, tra cifre da capogiro e cambi di prospettiva. Victor Osimhen, che nel 2020 annunciava su X il suo arrivo al Napoli con parole cariche di entusiasmo – «Il prossimo capitolo è molto emozionante» –, ha chiuso ieri il ciclo partenopeo per approdare al Galatasaray. Un epilogo che, sebbene annunciato dalle voci di mercato degli ultimi mesi, lascia un solco nella storia recente del club, segnato da trionfi e ferite.

Quel messaggio social, pubblicato quattro anni fa, era solo l’inizio di un rapporto che avrebbe toccato vette inaspettate. I tifosi lo scoprirono presto, ma fu nel 2023, con lo scudetto cucito sul petto, che Osimhen divenne un’icona. I bambini di Napoli lo imitavano, indossando la sua mascherina protettiva, disegnata dal dottor Ruggiero dopo l’incidente con Skriniar nel 2021. Quella frattura allo zigomo, rimediata in uno scontro all’Meazza, non fermò la sua ascesa: anzi, trasformò il suo volto coperto in un simbolo di resilienza.

Ora, però, il capitolo è chiuso. Il comunicato del Napoli è stato essenziale, quasi a sottolineare la rapidità dell’operazione: «Accordo raggiunto per la cessione definitiva». Nessun ringraziamento, nessun ricordo condiviso, solo la freddezza dei numeri. E i numeri, in effetti, parlano chiaro: il Galatasaray ha sborsato una cifra significativa, anche se non eclatante, mentre il giocatore – stando alle indiscrezioni – raddoppierà il suo ingaggio.

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