Il "miracolo" di Francesco: da polemiche a pacifismo, la svolta dopo il funerale
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Redazione Interno
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Che papa Francesco abbia una capacità di influenzare gli animi, persino quelli più divisi, è un dato che negli ultimi giorni ha trovato conferma inaspettata. Se fino a poche settimane fa figure come Mauro, Polito o Concita, per non citare la linea editoriale della «Stampa», non perdevano occasione per criticare chi metteva in dubbio la posizione dura sull’Ucraina, ora il tono è cambiato. Quasi fosse un riflesso condizionato, il linguaggio si è ammorbidito, virando verso un misticismo improvviso, complice il funerale romano che ha riunito personalità altrimenti distanti.
Tra i momenti più simbolici, l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, avvenuto sotto gli occhi del pontefice, ha catturato l’attenzione. Se due mesi fa, alla Casa Bianca, lo scontro tra i due era stato plateale, questa volta i gesti sono parsi più concilianti, tanto che c’è chi ha parlato di un "miracolo" diplomatico. Benché sia prematuro attribuire a Bergoglio un ruolo diretto, è innegabile che la cornice abbia offerto un’occasione di dialogo inedita.
Non sono mancati, tuttavia, dettagli che hanno alimentato polemiche marginali, come l’abito blu chiaro di Trump, giudicato da alcuni inappropriato per un funerale. Una questione minore, che però ha fatto discutere, dimostrando come persino i particolari più insignificanti possano diventare oggetto di scrutinio quando si parla di potenti.




