Tesei, archiviata l'inchiesta per abuso d'ufficio
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Redazione Interno
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Due settimane prima delle elezioni regionali umbre, la notizia dell'indagine su Donatella Tesei, governatrice di centrodestra, scuote il panorama politico. L'inchiesta, avviata nel 2023, riguardava la gestione dei fondi del piano di sviluppo rurale dell'Umbria, con particolare attenzione ai circa 10 milioni di euro destinati alla filiera del tartufo. Parte di questi fondi, infatti, erano stati assegnati a un'azienda guidata dal marito di un'assessora, la quale aveva assunto il figlio della presidente Tesei proprio nel periodo in cui il bando veniva pubblicato.
La notizia, diffusa dai siti di Repubblica e La Stampa, ha evidenziato come Tesei si sia salvata solo grazie all'abolizione del reato di abuso d'ufficio, decisa dal governo Meloni nel mese di agosto. L'indagine, partita da un esposto anonimo, non ha mai formalizzato un vero e proprio capo d'accusa, ma ha comunque suscitato un acceso dibattito politico, con dichiarazioni provenienti da diverse fazioni.
L'archiviazione dell'inchiesta, dovuta alla recente abrogazione del reato, ha permesso a Tesei di prepararsi per la ricandidatura alle elezioni regionali del 17 e 18 novembre. Tuttavia, la vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione dei fondi pubblici e sulle dinamiche interne alla giunta regionale, alimentando sospetti e polemiche.
In questo contesto, la presidente dell'Umbria, insieme all'assessora al Bilancio Paola Agabiti, era finita sotto i riflettori per la presunta irregolarità nella distribuzione dei fondi.




