Maxi incendio nel Torinese, il sindaco chiude una scuola per precauzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rogo che ha avvolto il capannone della Speed Service, un’azienda di trasporti situata nella zona industriale di Beinasco, continua a dettare l’agenda delle misure di sicurezza sul territorio, nonostante le fiamme siano ormai sotto controllo. I vigili del fuoco, dopo aver impiegato diciassette squadre e quarantasei uomini per domare l’incendio divampato nella mattinata di domenica 19 aprile, stanno ora procedendo con la bonifica dell’area e lo spegnimento degli ultimi focolai interni all’edificio. Se da un lato i tecnici dell’Arpa Piemonte hanno escluso, almeno nelle prime rilevazioni, uno scenario ambientale preoccupante per la salute pubblica, dall’altro il sindaco Daniel Cannati ha preferito non correre rischi inutili, annunciando la chiusura precauzionale della scuola dell’infanzia “Aleramo” per la giornata di domani.

L’ordinanza della discordia: inversione termica e polveri sottili

La decisione, comunicata dal primo cittadino attraverso i propri canali social, si basa su un fenomeno atmosferico ben preciso che potrebbe rivelarsi insidioso nelle prossime ore. Il problema, lo si evince dalle dichiarazioni rilasciate dopo l’emergenza, non è tanto la situazione attuale quanto l’evoluzione delle concentrazioni di agenti inquinanti durante le ore più fredde della giornata. A causa del fenomeno dell’inversione termica, che tende a intrappolare gli inquinanti vicino al suolo quando le temperature si abbassano, i dati sulla qualità dell’aria – al momento nella norma – potrebbero subire un improvviso peggioramento. È per questa ragione, squisitamente tecnica e legata alla sicurezza dei più piccoli, che l’amministrazione ha deciso di tenere chiuse le porte dell’istituto.

Danni e operazioni di spegnimento: il bilancio dei vigili del fuoco

Le operazioni di spegnimento, coordinate dal comando provinciale, sono state complesse a causa della natura dei materiali in combustione all’interno della ditta. Le immagini riprese dall’elicottero dei pompieri mostravano una densa colonna di fumo nero, chiaro indicatore della presenza di gomme e materiali plastici bruciati, che si levava alta nel cielo alle porte di Torino. Nonostante la violenza del rogo – che ha portato alla distruzione di almeno sei mezzi pesanti e all’evacuazione di diverse palazzine in via Monginevro – non si registrano feriti né persone coinvolte direttamente tra i dipendenti dell’azienda. Le fiamme, sebbene confinate all’interno della struttura della Speed Service, hanno richiesto un massiccio dispiegamento di forze per evitare che si propagassero ai capannoni adiacenti, un lavoro che i soccorritori descrivono come estenuante ma efficace.

Rientri e divieti: le precauzioni restano in vigore

Per quanto riguarda la situazione delle zone abitate, c’è stata una parziale normalizzazione già nella serata di domenica. Le circa settanta famiglie che erano state allontanate dalle proprie abitazioni, situate nei cinque edifici nel raggio di cinquanta metri dal luogo del rogo, hanno ricevuto il via libera per fare ritorno a casa. Tuttavia, il sindaco Cannati ha raccomandato alla popolazione di mantenere un comportamento prudente, invitando i residenti a tenere chiuse le finestre almeno per le prossime ore. Un ulteriore campanello d’allarme, seppur contenuto, riguarda la filiera agricola locale: a scopo puramente precauzionale, l’Arpa ha suggerito di non consumare ortaggi coltivati entro un raggio di quattrocento metri dal luogo dell’incendio, una misura standard in caso di ricaduta di fumi derivanti da combustioni complesse.

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