La morte di Diana Canevarolo a Torri di Quartesolo, la procura indaga per omicidio
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Redazione Interno
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Gli esiti dell’autopsia, che hanno un peso determinante per la linea investigativa seguita dai magistrati, hanno escluso in modo netto la caduta accidentale, scartando quindi l’ipotesi di un tragico incidente domestico. Una conclusione, questa, che ha spinto la procura a procedere con il sequestro di alcuni attrezzi da lavoro rinvenuti all’interno dell’abitazione, oggetti che potrebbero essere sottoposti a esami più approfonditi. La scena del ritrovamento, del resto, presentava elementi che gli investigatori non hanno ritenuto compatibili con una dinamica fortuita, concentrando i loro sforzi verso altra direzione.
A parlare, in queste ore, è anche il fratello della vittima, il quale delinea un quadro familiare complesso e teso. Descrive la relazione tra Diana e il compagno, con cui conviveva, come ormai logora, al punto da condurre una vita “separati in casa”. I litigi, stando a quanto riportato dall’uomo che attinge alle confidenze delle amiche e ai pettegolezzi dei vicini, non erano episodi sporadici ma una costante, una prassi quotidiana che disegnava un ambiente difficile. “Queste liti me li hanno detti le amiche e altri vicini”, spiega il fratello, aggiungendo un tassello al mosaico che gli inquirenti stanno pazientemente componendo, anche se nessuno, al momento, risulta formalmente iscritto nel registro degli indagati.




