La bimba nel water, per la madre l'accusa diventa tentato omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La neonata, che respira ancora con l’ausilio delle macchine in terapia intensiva, continua a lottare per la sua vita nell’ospedale Maria Vittoria di Torino, mostrando, nonostante la gravità delle sue condizioni, una positiva risposta alle cure mediche. Il suo fragile organismo, rimasto privo di ossigeno per un lasso di tempo stimato in almeno dieci minuti, ha subito un trauma tale da poter compromettere, in caso di sopravvivenza, il suo regolare sviluppo psico-fisico. Un evento, quello dei primi momenti di vita, che segna drammaticamente l’inizio di un’esistenza e che ha spinto la procura di Ivrea a rivedere profondamente la qualificazione giuridica dei fatti.

Dalle dichiarazioni della madre alla nuova accusa

Dinanzi al giudice, durante l’interrogatorio di garanzia, la donna ha fornito la sua versione dei fatti, sostenendo di non aver mai avuto consapevolezza della gravidanza, una circostanza che avrebbe attribuito, in parte, alla sua costituzione fisica. «Non sapevo di essere incinta», ha dichiarato, «A un certo punto sono stata male. Sono andata in bagno, ma non immaginavo che ci fosse un bambino. Credevo di aver abortito». Questa ricostruzione, tuttavia, non è stata ritenuta sufficientemente attendibile dagli investigatori, i quali, valutando l’intera dinamica, hanno operato una significativa modifica dell’ipotesi accusatoria.

Il cambio di quadro giuridico e la convalida dell'arresto

Il fermo di polizia giudiziaria, eseguito martedì pomeriggio non appena la donna è stata dimessa dalle strutture sanitarie che l’avevano assistita dopo il parto, è stato poi convertito in arresto con la convalida da parte del gip. La contestazione originaria di tentato infanticidio è stata quindi sostituita con la più grave accusa di tentato omicidio. I magistrati, nel loro percorso argomentativo, hanno osservato come la piccola, nella specifica situazione in cui è stata ritrovata, «non era abbandonata a sé stessa», implicando un livello di consapevolezza e di condotta differente da quella ipotizzata in un primo momento.

Le conseguenze immediate per l'indagata

La modifica della contestazione comporta, com’è ovvio, rilevanti conseguenze sul piano processuale e penale per la madre, che è stata trasferita in carcere. La sua difesa dovrà ora prepararsi a fronteggiare un capo d’imputazione ben più severo, mentre la piccola vittima permane in uno stato di salute critico, il cui esito resta del tutto incerto. La procura ha dunque impresso una svolta all’inchiesta, ritenendo di avere elementi concreti per supportare la nuova e più grave ricostruzione dei fatti accaduti nell’alloggio di Ciriè.

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