Stefano Palumbo muore incastrato in una vendemmiatrice ad Alcamo, grave un collega
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Redazione Interno
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Un drammatico incidente sul lavoro ha scosso le campagne del Trapanese, dove un operaio agricolo di 67 anni, Stefano Palumbo, ha perso la vita rimanendo incastrato in una vendemmiatrice. Il fatto è accaduto nella mattinata di domenica 6 settembre in contrada Quaranta Salme, una zona rurale di Alcamo che si trova al confine tra il territorio della provincia di Trapani e quello di Palermo. Nonostante i tempestivi tentativi di soccorso, per l'uomo non c'è stato nulla da fare, mentre un collega che si trovava con lui è rimasto gravemente ferito nel tentativo di salvarlo.
Le vittime e le condizioni del ferito
La vittima è stata identificata come Stefano Palumbo, un uomo del luogo che stava svolgendo le consuete operazioni di raccolta dell'uva quando, per cause ancora in via di accertamento, è finito tra gli ingranaggi del macchinario agricolo utilizzato per la vendemmia meccanica.
L'altro uomo coinvolto, Massimo Lauria di 57 anni, sarebbe rimasto ferito alle braccia e in altre parti del corpo mentre cercava di portare soccorso al collega; le sue condizioni sono state giudicate gravi tanto da richiedere il trasporto d'urgenza in elisoccorso all'ospedale Civico di Palermo, dove è stato ricoverato in prognosi riservata.
Le indagini in corso
Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri della Compagnia di Alcamo, che hanno avviato i rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente, e i tecnici dello Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell'Azienda Sanitaria Provinciale.
Gli inquirenti stanno ascoltando alcune testimonianze per chiarire come Palumbo possa essere rimasto incastrato nel macchinario; un aspetto cruciale dell'indagine riguarderà la verifica del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la conformità delle attrezzature impiegate, al fine di appurare se la vendemmiatrice fosse dotata di tutti i dispositivi di protezione previsti e se gli operai avessero ricevuto un'adeguata formazione per il suo utilizzo.
La reazione dei sindacati
La notizia dell'ennesima tragedia sul lavoro nel settore agricolo ha suscitato forte rabbia e sconcerto tra le organizzazioni sindacali. La segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Fai Cisl Palermo Trapani Massimo Santoro hanno espresso il loro cordoglio e la vicinanza alle famiglie, definendo il bilancio "gravissimo" e sottolineando come "ancora un morto e un ferito nel settore dell'agricoltura devono far alzare i livelli di guardia".
I sindacalisti hanno evidenziato come nei campi agricoli la priorità non sia la sicurezza, citando il ricorso a mezzi vecchi e non sottoposti a manutenzione, la scarsa formazione dei lavoratori e ritmi produttivi stressanti; due incidenti nello stesso settore nel trapanese e nel palermitano nel giro di una settimana confermerebbero questi timori.
Dichiarazioni analoghe sono giunte anche dalla Flai Cgil e dalla Uila Trapani, i cui segretari, Giovanni Di Dia e Leonardo Falco, hanno espresso "profondo cordoglio" e "forte rabbia", affermando che "non è accettabile morire di lavoro, né che il periodo della vendemmia si trasformi nell'ennesimo bollettino di guerra". Le indagini, affidate ai carabinieri e ai tecnici dello Spresal, dovranno ora fare piena luce sulle responsabilità e sulle eventuali omissioni che hanno portato a questa ennesima, tragica fatalità.
I sindacati hanno infine chiesto un impegno straordinario da parte delle istituzioni e delle parti datoriali affinché la sicurezza venga considerata un investimento primario e non un costo.
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