Diesel in Svizzera, il prezzo sale ancora e tocca 2,46 franchi al litro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo del diesel in Svizzera ha raggiunto un nuovo livello record, arrivando in media a 2,46 franchi al litro secondo i rilevamenti del TCS. L’aumento segna un ulteriore rincaro rispetto al precedente massimo registrato pochi giorni prima e riporta al centro dell’attenzione il costo dei carburanti nel Paese. La crescita del gasolio sta incidendo sulle spese quotidiane degli automobilisti e sui costi sostenuti dai settori che utilizzano il carburante per le proprie attività.

Il rincaro del gasolio e l’impatto su famiglie e imprese

L’incremento del diesel si traduce in un aumento immediato del costo dei rifornimenti per chi utilizza veicoli alimentati a gasolio. Per le imprese che dipendono dai trasporti o dai mezzi operativi, il carburante rappresenta una voce di spesa che può influire sui costi complessivi delle attività. Anche nel settore agricolo il tema è diventato particolarmente rilevante, perché molte lavorazioni richiedono l’utilizzo di macchinari alimentati a diesel.

Gli agricoltori svizzeri hanno evidenziato la difficoltà di assorbire integralmente questi aumenti. Markus Lüscher, agricoltore di Berna, ha spiegato al Blick che il prezzo del gasolio viene considerato parte del rischio d’impresa e che non può essere automaticamente trasferito sui clienti attraverso un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli.

Le cause del nuovo record del prezzo diesel

Il mercato dei carburanti risente di diversi fattori che possono modificare rapidamente i prezzi. Tra gli elementi indicati nel contesto dell’aumento figurano il fermo temporaneo di una raffineria, il livello ridotto delle acque di un fiume che condiziona i trasporti e una situazione internazionale caratterizzata da tensioni sul mercato energetico.

Le riserve obbligatorie svizzere hanno la funzione di garantire la disponibilità di carburanti in caso di difficoltà nelle forniture, ma non intervengono direttamente sul prezzo pagato alla pompa. La disponibilità di scorte permette quindi di evitare problemi di approvvigionamento, senza eliminare gli effetti dei rincari generati dalle condizioni del mercato.

L’intervento sulle scorte obbligatorie di benzina e gasolio

Per affrontare una temporanea riduzione delle forniture, il delegato all’Approvvigionamento economico del Paese Roland Pfister aveva autorizzato tra l’8 e il 20 settembre il ricorso alle scorte obbligatorie. L’operazione ha previsto la disponibilità di fino a 30.000 metri cubi di gasolio e altrettanti di benzina.

I quantitativi messi a disposizione rappresentavano meno del 3% delle riserve obbligatorie complessive per entrambi i prodotti. Per la benzina autorizzata è stato utilizzato l’intero quantitativo disponibile, mentre per il gasolio il prelievo ha riguardato circa un terzo delle quantità rese disponibili.

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