Analisi del Ftse Mib: il tentativo di superare i 43.900 punti, un livello chiave dal 2007
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Redazione Economia
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Nei giorni in cui l’attenzione globale è catalizzata dal conflitto in Ucraina, con la speranza, peraltro non ancora concretizzata, che una soluzione diplomatica possa prendere il sopravvento, le dinamiche dei mercati finanziari, spesso riflesso di umori più ampi, continuano il loro corso. Una di queste, in particolare, interessa da vicino Piazza Affari: il principale indice italiano, il Ftse Mib, si sta infatti misurando con un livello tecnico di estrema rilevanza, quello dei 43.900 punti, una soglia che non veniva toccata dal lontano 2007. Come spiegato da Fabio Pioli, trader professionista e ideatore di Miraclapp, la più grande piattaforma dedicata al reddito extra, si tratta di un vero e proprio "assalto", il secondo dopo quello già analizzato in precedenza, a un massimo storico che assume il valore di un test decisivo per la solidità della ripresa borsistica.
La seduta di chiusura e gli obiettivi tecnici
L’ultima rilevazione disponibile, quella del 28 novembre, ha visto l’indice chiudere con un progresso contenuto, pari a un +0,32%, un movimento che nulla toglie, però, alla struttura del trend predominante. L’analisi tecnica di breve periodo, stando ai dati elaborati, delinea infatti uno scenario marcatamente positivo, il cui obiettivo primario è fissato nelle immediate vicinanze, a quota 43.710. Qualora si verificasse, come è fisiologico in qualsiasi fase di ascesa, un momentaneo affaticamento dei rialzi, il primo livello di supporto significativo, ovvero il target di una eventuale correzione tecnica, è individuato attorno ai 42.651 punti. Le attese degli analisti, tuttavia, puntano generalmente verso un ulteriore innalzamento della curva dei prezzi, con un obiettivo più ambizioso collocato a 44.769, il cosiddetto "top" del prossimo ciclo potenziale.
L'avvio contrastante della nuova settimana
Se la chiusura ha quindi mantenuto un tono positivo, l’avvio della prima seduta della settimana successiva ha invece mostrato un quadro differente, segnato da timidezze e debolezze diffuse. Nelle prime ore di negoziazione, attorno alle 09.10, il Ftse Mib ha infatti registrato un calo dello 0,56%, portandosi a 43.116 punti, un movimento in linea con l’andamento generale del listino italiano. Anche il Ftse Italia All Share, uno degli indici più rappresentativi della totalità del mercato, perdeva infatti lo 0,55%, mentre segni negativi, e ancor più marcati, si osservavano per gli indici che raccolgono le medie e le piccole capitalizzazioni, rispettivamente il Ftse Italia Mid Cap, in calo dello 0,89%, e il Ftse Italia Star, che cedeva lo 0,81%. Questo avvio in rosso, per quanto di entità contenuta, si è inserito in un contesto europeo anch’esso poco brillante, mentre dall’altro lato dell’Atlantico, nella seduta di venerdì precedente, i principali listini statunitensi avevano chiuso con progressi seppur frazionali.
La conferma dai futures e il quadro d'insieme
Un segnale tecnico ulteriore, che spesso anticipa o conferma le direzioni del mercato a pronti, proviene dall’andamento dei contratti futures sull’indice. Anche in questo caso, la chiusura del 28 novembre ha visto un passo in avanti, seppur modesto, del derivato, che ha guadagnato un +0,42%. L’analisi dello status di breve periodo del future sul Ftse Mib mette in risalto un ampliamento della performance positiva, indicando come prima area di resistenza da superare il livello dei 43.825 punti. Il rischio di una correzione, d’altra parte, non è affatto scartato dagli operatori, e il suo target più immediato sarebbe posizionato a quota 42.670. La tendenza attesa, in ogni caso, rimane orientata al rialzo, con una trendline che punterebbe a salire verso l’area di resistenza successiva, posta a 44.980, completando così un quadro in cui la tensione tra spinte rialziste e naturale bisogno di consolidamento definisce la fase attuale.




