Sfruttamento nei supermercati del Catanzarese
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Redazione Interno
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In Calabria, la recente operazione della Guardia di Finanza ha portato alla luce un sistema di sfruttamento dei lavoratori in cinque supermercati del Catanzarese, appartenenti a un noto marchio nazionale. L'inchiesta ha rivelato condizioni di lavoro inaccettabili, con salari inadeguati, turni estenuanti e ambienti di lavoro insicuri. I dipendenti, costretti a restituire parte dello stipendio in contanti, erano anche obbligati a mentire sugli infortuni, dichiarando di essersi feriti a casa per evitare ripercussioni legali per i datori di lavoro.
Giuseppe Valentino e Gianfranco Trotta, segretari generali della Filcams Cgil Calabria e della Cgil Calabria, hanno denunciato queste pratiche come una delle peggiori violazioni dei diritti umani, sottolineando come tali abusi calpestino la Costituzione e la dignità dei lavoratori. L'operazione ha portato all'arresto dell'imprenditore responsabile, accusato di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, estorsione e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Le testimonianze dei lavoratori, costretti a lavorare in condizioni di sfruttamento e illegalità, hanno rivelato un quadro desolante: turni di lavoro massacranti, ferie ridotte al minimo e straordinari non retribuiti. In alcuni casi, i dipendenti erano assunti part-time solo formalmente, mentre nella realtà lavoravano a tempo pieno senza alcun riconoscimento economico adeguato. Le condizioni di lavoro erano tali da mettere a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori, con ambienti non conformi alle normative vigenti.
La Guardia di Finanza ha sequestrato i supermercati coinvolti, confermando quanto denunciato da tempo dai sindacati: in Calabria, l'indifferenza di una parte della classe imprenditoriale ha permesso il proliferare di episodi di sfruttamento.




