Blitz contro cosche, 59 arresti nel catanzarese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La cosca Cracolici di Maida, approfittando degli spazi lasciati liberi dalla cosca Anello a seguito dell'operazione Imponimento, ha esteso il proprio controllo su un territorio che si estende fino a Cortale, Lamezia e Girifalco, un'area strategica tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia. Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, su ordine del Gip del Tribunale di Catanzaro e su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 59 indagati, di cui 50 in carcere e 9 agli arresti domiciliari.

L'operazione, illustrata dal procuratore facente funzioni di Catanzaro Vincenzo Capomolla, ha rivelato come la cosca Cracolici, guidata da Domenico Cracolici, 53 anni, abbia consolidato la propria egemonia 'ndranghetistica nel territorio, operando in stretta collaborazione con un'altra associazione, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, guidata da Fabio Vescio. Le indagini, partite da un'inchiesta sul traffico di droga nel Lametino, hanno permesso di ricostruire l'operatività della cosca anche oltre il Pollino, fino a raggiungere il nord Italia, in particolare Liguria e Piemonte.

Il colonnello Giuseppe Mazzullo, comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, ha spiegato come la cosca Cracolici sia particolarmente attiva nel commercio di stupefacenti e nello sfruttamento del settore boschivo, inserendosi nel più ampio sistema 'ndranghetistico tra la provincia di Vibo Valentia e il circondario di Lamezia Terme. L'operazione odierna rappresenta un duro colpo per la criminalità organizzata nella regione, evidenziando l'importanza della collaborazione tra le forze dell'ordine e la magistratura nella lotta contro le cosche.

L'inchiesta ha portato alla luce un complesso sistema di alleanze e collaborazioni tra diverse cosche, che operano in sinergia per il controllo del territorio e delle attività illecite.

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