Kojima e Zerocalcare, una foto al Lucca Comics scatena l'ira dei nazionalisti turchi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un semplice scatto, un incontro fugace tra due creatori di mondi tra le folle del Lucca Comics, si è trasformato, con una rapidità tipica dei nostri tempi, in un caso internazionale che trascende la dimensione personale per tuffarsi in quelle, ben più intricate, della geopolitica e della censura digitale. Hideo Kojima, il visionario autore giapponese, e Michele Rech, noto a tutti come Zerocalcare, si erano incrociati la scorsa settimana nei corridoi della manifestazione; un selfie, un gesto di stima reciproca, ha immortalato quel momento, tenendo tra le mani una copia di "Kobane Calling", il graphic novel del fumettista romano. Quell'immagine, apparentemente innocua, è però presto divenuta un simbolo, un pretesto per riaccendere un conflitto che va ben oltre le pagine di un fumetto, dimostrando come l'arte, quando tocca nervi scoperti, possa scatenare reazioni imprevedibili e violente.
La tempesta social e la scomparsa dello scatto
La pubblicazione della fotografia sui profili social di Kojima, che pure aveva inizialmente raccolto consensi e apprezzamenti, ha funzionato come una miccia. Accanto ai numerosi "mi piace", infatti, hanno cominciato a dilagare commenti durissimi e minacciosi, molti dei quali provenienti da account riconducibili a utenti turchi. Le critiche, che definivano l'autore italiano con l'impropria e gravissima etichetta di "terrorista", si sono concentrate proprio sulla natura di "Kobane Calling", un'opera del 2016 che celebra la resistenza curda durante l'assedio della città siriana da parte delle milizie dell'Isis. La reazione, feroce e coordinata, ha prodotto il suo effetto: dopo alcune ore, la foto è misteriosamente scomparsa dagli account dell'autore di videogiochi, lasciando il posto a un silenzio imbarazzante e a un mare di domande sulle pressioni subite.
Le radici del contendere nel graphic novel di Zerocalcare
Per comprendere la portata dell'accaduto, è necessario riflettere sull'opera al centro della bufera. "Kobane Calling" non è una semplice storia a fumetti, bensì il resoconto autobiografico e profondamente sentito del viaggio che Zerocalcare compì sul confine turco-siriano, un reportage a matita che, con lo stile schietto e diretto che lo caratterizza, racconta la lotta e l'umanità delle unità di protezione curde. Il governo turco di Recep Tayyip Erdoğan, che considera alcune di queste formazioni come organizzazioni terroristiche, ha da sempre un rapporto estremamente teso con qualsiasi espressione di sostegno alla causa curda. La graphic novel, pertanto, è vista da una certa parte dell'opinione pubblica turca non come un'opera di giornalismo o di narrativa, ma come un atto di fiancheggiamento, motivo per cui il suo stesso autore viene bollato in modo così violento e riduttivo.
La risposta pubblica del fumettista romano
Michele Rech, da parte sua, non è rimasto in silenzio di fronte all'ondata di ostilità e alla scomparsa della foto. Attraverso un video diffuso online, ha commentato la vicenda con il suo consueto tono colloquiale, ma anche con una chiara presa di posizione. Senza aggiungere polemiche superflue, il fumettista ha confermato la dinamica dell'accaduto, sottolineando come Kojima si stesse ora prendendo la briga di rispondere a messaggi di fuoco, molti dei quali palesemente offensivi. La sua reazione, asciutta e priva di retorica, ha messo in luce il paradosso di una situazione in cui un gesto di pura umanità e condivisione culturale viene stravolto e letto attraverso una lente esclusivamente politica e ostile, costringendo persino una personalità di fama mondiale a fare i conti con le conseguenze di una semplice stretta di mano.




