Il Sunshine Double sotto la pioggia: Sinner e l’incognita maltempo nella finale di Miami

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Domenica 29 marzo, non prima delle 21 ora italiana, Jannik Sinner dovrebbe scendere in campo all’Hard Rock Stadium per l’ultimo atto del Masters 1000 di Miami. L’azzurro, forte della settima vittoria consecutiva su Alexander Zverev ottenuta in semifinale col punteggio di 6-3, 7-6, ha così messo nel mirino il cosiddetto “Sunshine Double”, ovvero il successo in entrambi i 1000 statunitensi di Indian Wells e Miami, un’impresa che manca a un tennista maschile dai tempi di Roger Federer nel 2017. Di fronte a lui, nel match valido per il terzo Titolo 1000 consecutivo (e il settimo complessivo della carriera), ci sarà il ceco Jiri Lehecka, testa di serie numero 21, che ha raggiunto la sua prima finale di questa categoria imponendosi con un netto 6-2, 6-2 sul francese Fils.

Tuttavia, sull’atto conclusivo di questo torneo – che per Sinner rappresenterebbe anche il secondo sigillo a Miami dopo quello del 2024 – aleggia un’incognita pesante quanto la racchetta: il maltempo. Le previsioni meteorologiche per la giornata di domenica e per il lunedì successivo indicano un’alta probabilità di precipitazioni proprio nella zona della Florida, e la struttura dell’impianto, sprovvista di tetto retrattile, potrebbe trasformare l’attesa per il titolo in un vero e proprio rebus logistico. Se la pioggia dovesse impedire la disputa dell’incontro sia nella giornata di domenica che in quella di lunedì, il regolamento prevede uno scenario anomalo: nessun vincitore verrebbe incoronato, con i punti della finale (650) che verrebbero suddivisi equamente tra i due finalisti, così come il montepremi, lasciando di fatto un vuoto nell’albo d’oro dell’edizione.

Apoteosi azzurra, dal doppio al singolo

La straordinaria spedizione italiana in Florida non si esaurisce ovviamente con il singolare maschile. Il weekend di Miami si tinge di azzurro grazie a un poker di finalisti che racconta di un’era d’oro destinata a durare. Oggi, sabato 28 marzo, alle 17.30 italiane, tocca a Simone Bolelli e Andrea Vavassori, che inseguono il loro primo titolo in un Masters 1000 proprio dopo aver conquistato la prima finale di questa categoria in carriera. La coppia azzurra, numero 7 del seeding, se la vedrà con il fortissimo tandem finlandese-britannico formato da Harri Heliovaara e Henry Patten, campioni in carica alle ATP Finals e avversari contro cui hanno già avuto modo di misurarsi in passato. Dall’altra parte del tabellone, domani sarà la volta di Sara Errani e Jasmine Paolini, prime favorite del seeding nel doppio femminile: le due azzurre, dopo aver beneficiato del ritiro di Elise Mertens nella semifinale, affronteranno le ceche-americane Katerina Siniakova e Taylor Townsend per contendersi il titolo WTA 1000.

Il percorso di Sinner e la sfida con Lehecka

Il cammino di Jannik Sinner verso questa finale, il secondo atto consecutivo dopo Indian Wells, è stato caratterizzato da una solidità impressionante che ha lasciato poco spazio agli avversari. La semifinale contro Zverev, nonostante il tedesco abbia offerto quella che molti hanno definito una delle sue migliori prestazioni recenti, ha confermato la capacità dell’altoatesino di gestire i momenti cruciali: nel secondo set, sotto break e spinto dal pubblico americano favorevole al tedesco, Sinner ha annullato le occasioni di rientro per poi imporsi al tie-break, chiudendo in poco meno di due ore. Un successo, quello su Zverev, che rappresenta la settima affermazione consecutiva in altrettanti confronti.

Dall’altra parte della rete, Jiri Lehecka si presenta all’appuntamento con lo status di “sorpresa” del torneo, sebbene la sua ascesa sia costante. Il 24enne ceco, che non ha mai perso un turno di battuta nell’intero torneo, arriva alla sua prima finale 1000 forte di un gioco pulito e privo di fronzoli, capace di travolgere Arthur Fils in semifinale con un eloquente 6-2, 6. Per Sinner, che lo ha già battuto in tutti e tre i precedenti (l’ultimo dei quali al Roland Garros 2025), l’approccio non potrà però prescindere dalla minaccia rappresentata dal servizio e dalla pulizia tecnica dell’avversario.

L’incognita orari e la copertura meteorologica

L’organizzazione del torneo si trova dunque a dover gestire un’agenda complessa, in cui il meteo gioca il ruolo di arbitro esterno. La finale maschile è stata programmata in orario serale (non prima delle 21 in Italia, corrispondente alle 16 locali), una finestra che potrebbe offrire una possibilità di gioco se le precipitazioni previste per le ore pomeridiane dovessero attenuarsi. Nel caso in cui la pioggia dovesse persistere, si aprirebbe uno scenario di attesa per lunedì 30 marzo, ultima data utile per disputare l’incontro; in mancanza di condizioni favorevoli anche in quella giornata, si concretizzerebbe l’ipotesi di una finale mai giocata, un’evenienza che trova un precedente illustre (seppur lontano) nel Masters di Montecarlo del 1981, quando Guillermo Vilas e Jimmy Connors furono costretti a interrompere il match senza poterlo più recuperare.

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