Scontro tra toghe e governo, tensioni crescenti
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Redazione Interno
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Il disegno di legge costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, che approderà in Aula a Montecitorio il prossimo 26 novembre, ha intensificato lo scontro tra il governo e l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Il sindacato delle toghe denuncia un clima di intimidazione nei confronti dei magistrati, accusando il governo di voler impaurire la categoria in attesa delle riforme peggiorative dell'attuale assetto.
Il tema della separazione delle carriere, da sempre controverso, è diventato incandescente dopo l'offensiva dell'esecutivo contro le mancate convalide dei trattenimenti dei richiedenti asilo provenienti da "Paesi sicuri". Secondo il governo, questi Paesi sono sicuri, ma la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha una visione diversa. La decisione del tribunale di Bologna, con il giudice estensore Marco Gattuso, di rinviare alla Corte di Giustizia UE la decisione sul rimpatrio di un migrante bengalese e l'eventuale disapplicazione del decreto "Paesi sicuri" della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha ulteriormente alimentato le tensioni. Il Bangladesh, inserito nella lista dei Paesi sicuri dal governo, è contestato dai giudici che sostengono che alcune minoranze vi siano perseguitate, rendendolo non sicuro secondo il diritto europeo.
Giuseppe Santalucia, presidente dell'ANM, ha denunciato un clima inquietante e pressioni crescenti sui magistrati, sottolineando che qualsiasi provvedimento non gradito viene etichettato come politicizzato. La Lega, dal canto suo, ha risposto accusando i magistrati di fare comizi invece di lavorare, alimentando ulteriormente lo scontro. Santalucia ha annunciato un'assemblea straordinaria a Bologna per testimoniare il clima di inquietudine che pervade la magistratura a causa delle interferenze politiche e delle intimidazioni mirate.
La tensione tra politica e magistratura in Italia ha raggiunto livelli senza precedenti, con i magistrati che denunciano interferenze politiche e intimidazioni mirate. Al centro dello scontro vi sono la recente riforma della giustizia e la difesa dell'indipendenza del potere giudiziario.




