Leclerc e la Ferrari tra rimpianti e realtà: a Singapore Verstappen è un muro

Leclerc e la Ferrari tra rimpianti e realtà: a Singapore Verstappen è un muro
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Gran Premio di Singapore ha consegnato alla Ferrari l'ennesima conferma di un divario che, a Marina Bay, si è rivelato più profondo del previsto. Charles Leclerc ha chiuso al secondo posto, a 7 secondi e 335 millesimi da Max Verstappen, al termine di una gara dominata dall'olandese sin dalle prime curve. Il monegasco, partito dalla prima fila, ha provato a giocarsi le sue carte in avvio, ma la difesa del rivale è stata impenetrabile.

La partenza e i primi giri

Leclerc ha avuto uno spunto migliore rispetto al poleman, ma Verstappen ha chiuso lo spazio all'interno della prima curva, costringendo il ferrarista a desistere. Da quel momento, il copione della gara è stato chiaro: l'olandese ha gestito il vantaggio con margine, mentre Leclerc ha provato a restare nell'aria sporca del leader per poi arrendersi a un ritmo che non era sostenibile. «All'inizio della gara eravamo piuttosto forti, poi abbiamo iniziato a calare», ha spiegato il pilota della Ferrari, sottolineando come la strategia diversa da quella di Verstappen non sia bastata a colmare il gap.

Gli aggiornamenti e il limite della SF-26

Il week-end di Singapore doveva rappresentare un banco di prova per la Ferrari, reduce da un pacchetto di aggiornamenti introdotto nelle gare precedenti. Leclerc ha ammesso che le novità portate in pista hanno dato un contributo, ma non sufficiente a ribaltare la gerarchia. «Abbiamo portato alcuni piccoli pezzi nuovi sulla macchina, che forse ci hanno aiutato a fare un altro passo avanti, ma non è una spinta sufficiente fino alla fine, e dobbiamo ancora portare alcune cose nuove sulla macchina per essere a quel livello», ha dichiarato il monegasco.

Il riferimento è a una SF-26 che, pur mostrando doti di telaio e aerodinamica apprezzabili sui tracciati guidati, continua a pagare un deficit di velocità di punta e di efficienza nei confronti della Red Bull.

La strategia e il caso Hamilton

Se Leclerc ha potuto difendere la seconda posizione, la gara di Lewis Hamilton è stata condizionata da una scelta strategica rivelatasi controproducente. Il britannico, partito con gomme medie, è stato il primo a fermarsi per montare le soft, ma nel finale ha tentato di completare una lunghissima stint con pneumatici ormai degradati. Il direttore sportivo della Ferrari, Diego Ioverno, ha spiegato che la squadra aveva lasciato aperte due opzioni in attesa di un eventuale safety car, e che Hamilton non è riuscito a rientrare ai box nel momento in cui la finestra si è aperta.

Il risultato è stato un sesto posto finale, con il pilota superato negli ultimi giri da Norris, Antonelli e Piastri.

La classifica e il match point di Antonelli

Il secondo posto di Leclerc porta il monegasco a 215 punti nel Mondiale piloti, mentre Hamilton resta a 229. In vetta, Andrea Kimi Antonelli allunga a 340 punti e si prepara a giocarsi il primo match point iridato ad Austin, dove potrebbe laurearsi campione se dovesse vincere con George Russell nono o peggio. La Mercedes comanda anche la classifica costruttori con 578 punti, contro i 444 della Ferrari, che mantiene il secondo posto davanti a McLaren e Red Bull.

Per la Scuderia, il prossimo appuntamento al Circuit of the Americas sarà un'altra occasione per verificare se gli aggiornamenti attesi basteranno a ridurre una distanza che, a Singapore, è apparsa ancora netta.

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