Mathieu van der Poel entra nella storia del ciclocross con l'ottavo Titolo mondiale
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Redazione Sport
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La storia, si sa, a volte si scrive seguendo un copione già visto, ma non per questo il suo peso risulta minore. È accaduto di nuovo a Hulst, dove Mathieu van der Poel ha firmato un'impresa destinata a rimanere nella leggenda dello sport, vincendo il suo ottavo titolo mondiale di ciclocross e diventando così il ciclista più decorato di tutti i tempi in questa specialità. Il campione olandese, partito in seconda fila, non ha infatti atteso oltre il secondo giro per lanciare l'attacco decisivo, quello che, come spesso accade, ha spezzato le resistenze degli avversari e gli ha spianato la strada verso un trionfo solitario. Una passerella di potenza e tecnica, specialmente nelle asperità del tracciato, che ha reso vano qualsiasi tentativo di reazione da parte del resto del gruppo, costretto a disputare una gara diversa, lontana dai riflettori puntati sul numero uno.
Il sorpasso su una leggenda
Il traguardo di Hulst, dunque, non segna solo l'ennesima vittoria ma un vero e proprio spartiacque statistico. Con questo successo, van der Poel ha infatti superato il record di sette titoli mondiali che condivideva con il belga Eric De Vlaeminck, una leggenda le cui imprese risalgono a un'era diversa di questo sport. Un primato, quello di De Vlaeminck, considerato per decenni pressoché irraggiungibile, e che ora viene archiviato dai libri dei primati. Il nuovo punto di riferimento, fissato a otto corone iridate, porta il nome dell'olandese, celebrato sul traguardo anche dalla presenza del re Guglielmo Alessandro. Un passaggio di testimone ufficiale, che consacra definitivamente van der Poel non solo come dominatore dell'epoca contemporanea, ma come il più grande di sempre.
Un'esultanza che parla di record
A un traguardo storico non poteva che seguire una celebrazione altrettanto significativa. Dopo aver tagliato il traguardo, van der Poel ha infatti esultato imitando il celebre "Siuuu" di Cristiano Ronaldo, un gesto divenuto iconico nel calcio mondiale. Lo stesso ciclista ha poi spiegato la scelta, raccontando come quella esultanza sia un rituale abituale durante i suoi allenamenti in Spagna, quasi un presagio di un momento che sapeva sarebbe potuto arrivare. Quel salto e quel grido hanno così simboleggiato non solo la gioia per la vittoria in sé, ma la consapevolezza di aver raggiunto un obiettivo monumentale, capace di elevare la sua carriera a un livello superiore.
Il futuro di un campione
Questa vittoria, che giunge a una settimana di distanza dal raggiungimento di un altro primato assoluto, quello delle vittorie in Coppa del Mondo, chiude la sua stagione invernale in modo perfetto. Sul podio mondiale sono saliti con lui il belga Joran Wyseure e, a completare il quadro, l'italiano Luca Braidot, mentre altri azzurri come Filippo Fontana hanno ottenuto piazzamenti di rilievo. Il discorso sul futuro, inevitabile dopo un simile culmine, è stato però immediatamente accantonato dallo stesso campione, il quale ha preferito godersi il momento presente senza volgere lo sguardo oltre. Le domande su una possibile pausa, un calendario ridotto o una focalizzazione esclusiva sui Mondiali rimangono dunque in sospeso, in attesa di una decisione che van der Poel prenderà lontano dai riflettori di Hulst.




