Salmo e Lenny Kravitz accendono la Visarno Arena, stasera tocca a Robbie Williams

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Firenze si è svegliata con il rombo ancora nelle orecchie, quel riverbero familiare che solo un grande concerto rock sa lasciare in eredità alle strade di una città. Ieri sera la Visarno Arena, all'interno del polmone verde del parco delle Cascine, ha ospitato la prima giornata del Firenze Rocks 2026, e chi c’era - e non erano pochi, visto che si parla di oltre quindicimila spettatori - ha assistito a una doppia opening che difficilmente dimenticherà.

Da una parte c’era il debutto assoluto sul palco del festival per il rapper sardo Salmo, dall’altra il ritorno (o forse sarebbe meglio dire il "varo") del tour estivo di Lenny Kravitz, con tanto di errore geografico che, tanto per gradire, ha subito rotto il ghiaccio: l’artista americano, infatti, ha salutato Bologna, scatenando l’ironia bonaria di un pubblico che, per fortuna, gli ha subito perdonato lo scivolone vista la potenza del set successivo.

La prova di forza di Salmo e la sua band

Quando si parla di Salmo, il cui vero nome è Maurizio Pisciottu, non si può prescindere dalla sua capacità di mischiare le carte. Accompagnato dalla sua band, i Le Carie, l’artista ha regalato una performance che non è stata semplicemente un "concerto d’apertura", ma un vero e proprio statement musicale. Il suo stile, che ormai da anni frana i confili tra il rap più duro, il rock distorto e l’elettronica, ha trovato nel palco della Visarno l’habitat perfetto per esplodere.

Pezzi come "Stai zitto", "Neurologia" e "Cartine corte" sono stati accompagnati da cori così potenti da coprire più volte la voce dell’artista, mentre sotto il palco il movimento era continuo, un viavai di pogo e braccia alzate che ha dimostrato quanto il pubblico fiorentino fosse pronto per questa cavalcata. Sul palco, la sua presenza scenica, ruvida e diretta, ha spezzato la melassa del "bello e perfetto" che a volte caratterizza i grandi festival, regalando un bagno di realtà sonora.

La "Lennaissance" e quello strano saluto a Firenze

Poi è toccato a lui, Lenny Kravitz, che per l’occasione indossava i panni del re del rock psichedelico. Se Salmo aveva portato la terra, Kravitz ha portato il groove e la sensualità. La sua band, affiatatissima, è un meccanismo perfetto dove fiati e coristi fanno da contrappeso alla batteria, creando quel muro di suono che abbiamo imparato ad amare in decenni di carriera. La sua unica data italiana era questa, e lui non ha tradito l’attesa.

Certo, l’incidente di percorso iniziale - quel saluto a Bologna, con la cupola del Brunelleschi che faceva da sfondo muto - avrebbe potuto far storcere il naso a piú di un purista, ma tant’è. Kravitz si è preso gioco dell’errore con la disinvoltura di chi sa di poter contare su una scaletta granitica: da "Always On The Run" a "Are You Gonna Go My Way", passando per la commovente "Let Love Rule" che ha chiuso la serata in un abbraccio collettivo. La critica chiama questa fase della sua carriera "Lennaissance", e a guardare la sicurezza con cui si muove, viene da crederci.

La sua presenza è principesca, a tratti persino ipnotica, e ha tenuto incollate le migliaia di persone accorse fino a tarda notte.

Logistica e attesa per il secondo round con Robbie Williams

Mentre la polvere si posa sulla prima serata, la macchina organizzativa del festival è già pronta per il secondo capitolo, in programma per questa sera, sabato 13 giugno. Sarà il turno di Robbie Williams, altra "prima volta assoluta" per la manifestazione. L’artista britannico, che di mestiere fa l’intrattenitore totale, si prepara a calcare lo stesso palco con uno show che promette di essere teatrale e irriverente.

La giornata inizierà nel primo pomeriggio con l’apertura dei cancelli alle 15, seguito dalle esibizioni di Ejent, Mystery Jets e KT Tunstall; l’ex Take That è atteso intorno alle 21:30 per quello che molti già definiscono l’evento clou della seconda giornata. Le autorità hanno predisposto un piano traffico straordinario che vede impiegati oltre 55 agenti della municipale solo per le prime due serate, con chiusure al traffico delle Cascine a partire dalle 14 e prolungamenti della linea tranviaria fino alle due di notte.

Un meccanismo rodato, insomma, per gestire l’invasione pacifica di fan che da tutta Europa stanno convergendo sul capoluogo toscano. La carica di Salmo e la classe di Kravitz hanno alzato l’asticella, ma l’appeal pop di Robbie Williams è una bestia di un altro genere; bisognerà vedere se riuscirà a scaldare la piazza quanto ieri sera ha fatto il rock duro dei due headliner.

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