Esplosione a Ercolano, tre morti in una fabbrica abusiva di fuochi d'artificio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lunedì 18 novembre, una terribile esplosione ha scosso una fabbrica abusiva di confezionamento di fuochi d'artificio a Ercolano, causando la morte di tre operai. Le vittime, due sorelle e un giovane di 18 anni, erano al loro primo giorno di lavoro, in nero, presso il capannone situato in via Patacca 94, ai confini con San Giorgio a Cremano. La tragedia ha lasciato dietro di sé una scia di dolore e disperazione, con i corpi delle vittime difficili da riconoscere anche per i parenti.

Il proprietario dell'immobile, un uomo di 38 anni, si è presentato dai carabinieri accompagnato dal suo legale, ma ha scelto di non rilasciare dichiarazioni. Gli inquirenti stanno ora vagliando la sua posizione, mentre nelle prossime ore è previsto un ulteriore sopralluogo nell'area dell'esplosione per raccogliere ulteriori elementi utili all'indagine.

Le vittime, identificate solo in serata, erano le gemelle Sara e Aurora, entrambe mamme single, e Samuele, padre di una bambina di quattro mesi. La disperazione dei familiari è palpabile, con il padre di Samuele che ha espresso il suo dolore con parole strazianti: «Mi voglio sparare». La tragedia ha riportato alla memoria un altro drammatico incidente avvenuto nel 1975, quando la fabbrica Flobert di Sant'Anastasia esplose, causando la morte di tredici persone.

La fabbrica di Ercolano, come quella di Sant'Anastasia, operava illegalmente, senza rispettare le norme di sicurezza necessarie per la manipolazione di materiali esplosivi.

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